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Variante 29, l'Ass. Segala conferma: «Vicini all'approvazione, visione complessiva di sviluppo per Verona»

«Non ci saranno interventi isolati, - ha garantito l'Ass. all'Urbanistica Ilaria Segala - tutta la progettazione seguirà un filo logico in base al contesto, alle caratteristiche delle proposte e alle necessità del territorio»

L'Ass. all'Urbanistica del Comune di Verona Ilaria Segala

«La Variante 29 ha passato la fase della concertazione pubblica e si avvicina sempre di più all’approvazione da parte della giunta». È quanto si legge in una nota di palazzo Barbieri nella quale viene inoltre spiegato che sabato mattina scorso «il documento è stato illustrato ad una settantina di soggetti pubblici e privati, tra cui le categorie economiche, gli ordini professionali e tutti i più importanti stake holders cittadini». Si tratta di «un passaggio previsto per legge per il recepimento di eventuali osservazioni e necessario per gli step successivi», ovvero la «predisposizione delle schede norma relative a tutte le 189 manifestazioni di interesse arrivate per le quattro tipologie inserite nel bando».

Durante l’incontro, a cui ha partecipato l’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala insieme al professore Paolo Galluzzi del Politecnico di Milano, progettista che collabora con gli uffici alla stesura della Variante, sono stati quindi illustrati obiettivi e finalità del documento ma anche i masterplan guida, ovvero livelli superiori di pianificazione in cui si definiscono indicazioni e principi che dovranno essere recepiti in fase di progettazione. Si tratta, secondo palazzo Barbieri, di «una visione completamente nuova di trasformazione urbanistica, che si basa sul coordinamento tra i vari interventi». In particolare non vi sarebbero «progetti a spot», ovvero «opere puntuali senza un disegno omogeneo intorno». In questo senso, la «Variante 29 disegna il territorio in base alle diverse caratteristiche e necessità, alla ricerca di un’armonia dei vari contesti». Anche i Masterplan «sono redatti per gli interventi più complessi o per le aree dove ce ne sono di più, dalla Croce Bianca a Verona Sud, da Montorio a Basso Acquar e al Chievo». Tra le componenti esaminate e valutate ci sono «la  viabilità, la presenza di piste ciclabili e ciclopedonali, il verde, i servizi ai cittadini».

Masterplan Montorio

In quest'ambito si inserisce «la proposta dell'ex lanificio Sapel, i cui spazi sono oggi solo in parte utilizzati». Obiettivo del Masterplan è «legare insieme la trasformazione parziale dell’ex lanificio con la valorizzazione ambientale e paesaggistica dell’area, previa la messa in sicurezza idraulica dell’area».

Masterplan Croce Bianca

Ben 12 le manifestazioni di interesse presentate per questa zona, un triangolo di 40 ettari compreso tra la strada Bresciana a sud, la via Gardesane a nord e via Bacillieri ad ovest. Tutte le proposte riguardano «aree degradate o dismesse da riqualificare e da riconvertire per nuovi insediamenti residenziali o per servizi». Obiettivo del Masterplan è «creare una spina verde di collegamento tra tutti i progetti».

Masterplan Chievo- villa Pullè-forte Parona

Si punta alla «valorizzazione paesaggistica e recupero architettonico di Villa Pullè e del giardino storico, che sarà collegato ad una piazza del Chievo rivisitata in ottica green». Sono previste «modifiche migliorative a tutta la viabilità della zona».

Masterplan Pestrino

«Valorizzazione dell'ambiente fluviale e recupero del forte Santa Caterina» sono gli asset strategici per il recupero di quest'area. L'obiettivo è «una nuova configurazione  dell’area che si affaccia sull'isola del Pestrino, oggi quasi esclusivamente occupata da piazzali di cemento, baracche, tettoie ed alcuni fabbricati».

Masterplan Tiberghien-Croce Verde

L’obiettivo è «il recupero funzionale di una parte della città occupata da una delle più antiche realtà industriali cittadine, attraverso il consolidamento con il tessuto circostante». Sono previsti «diversi livelli di progettazione, dalla  riorganizzazione dello spazio aperto e di quello pedonale, al restauro architettonico degli gli edifici vincolati fino alla demolizione totale o parziale di alcuni manufatti». 

Masterplan Comparto Est-Borgo Venezia. 51 via De Betta

È prevista una «configurazione per un isolato di medie dimensioni in zona San Michele Extra». Alla base c’è la «nuova visione urbanistica che privilegia  una trasformazione non più basata sulla tabula rasa, come avvenuto in passato, ma una ricostruzione che valorizzi e recuperi la storia degli edifici». 

I Masterplan vanno così a «completare l’ampia documentazione di cui si compone la Variante 29». Quanto ai tempi, resta confermata la volontà dell’Amministrazione di approvare il documento entro il mese di giugno, per poi sottoporlo all’esame del Consiglio comunale a luglio, prima dunque della pausa estiva: «La fase di concertazione con le associazioni di categoria, gli ordini professionali e gli stake holders è un passaggio di confronto obbligato, ora siamo davvero vicini all’approvazione – ha detto l’assessore Ilaria Segala -. Abbiamo scelto di dotarci dello strumento dei Masterplan guida perché la Variante 29 non si concentra solo sulle singole manifestazioni , ma si inserisce anche nella parte pubblica e fornisce indicazioni che saranno alla base della pianificazione futura. Non ci saranno interventi isolati, tutta la progettazione seguirà un filo logico in base al contesto, alle caratteristiche delle proposte e alle necessità del territorio. In pratica la nostra visione di città e dei quartieri per uno sviluppo coordinato dall’unica regia del Comune».

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