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Variante 29, Segala: «No allo sterile scontro politico da campagna elettorale»

In consiglio comunale è cominciata la discussione e la votazione degli emendamenti per modificare la delibera. Maggioranza e opposizione ne hanno presentati 819

Ilaria Segala durante il consiglio comunale

«Questa sera potremo scegliere se migliorare la Variante 29 in favore di Verona, nel rispetto delle diverse opinioni, oppure far diventare il dibattito uno sterile scontro politico da campagna elettorale». A dirlo ieri, 22 luglio, è stata l'assessore alla pianificazione urbanistica Ilaria Segala nel dare il via alla seconda seduta del consiglio comunale di Verona per l’esame della Variante 29.
Collegati alla delibera erano stati presentati 819 emendamenti, di cui in gran parte sottoscritti dai gruppi consiliari di opposizione, ed un ordine del giorno. Al momento, sono 487 gli emendamenti ritenuti al momento ammissibili, dopo l’istruttoria effettuate dagli uffici urbanistica e dal segretario generale. E sono stati accolti dall’assessore Segala, 8 emendamenti della maggioranza e 6 dell’opposizione.

VIDEOREGISTRAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI VERONA DEL 22 LUGLIO 2021

L'assessore Segala ha evidenziato come, nella formulazione del documento, si sia cercato «insieme a validi progettisti, di scegliere il meglio per il futuro di questa città. È stato detto che se la Variante 23 di Tosi era quella dei grandi centri commerciali, questa Variante 29 di Sboarina è quella delle strutture ricettive e hotel, che nella realtà rappresentano solo il 3%. Addirittura, rispetto alla 23, diminuiamo i metri quadri di strutture alberghiere, perché rimoduliamo alcune schede che lo prevedevano. A quanti ritengano che nonostante gli annunci ancora proponiamo commerciale, ricordo che la prima variante di Tosi metteva in gioco 175mila metri quadrati di commerciale e che questa, invece, ne prevede 28.700. Per il consigliere Bertucco, nella Variante 29 si ritrovano tante schede vecchie. Probabilmente si riferisce ad alcune schede che sono state rimodulate, ma ricordo che mai prima di oggi la Villa Pullè è stata inserita in Variante e che questo è il primo accordo urbanistico su quell’area in 40 anni di storia. Questo solo per dire uno dei tanti casi presi, per la prima volta, urbanisticamente in considerazione da questa amministrazione. Un grande lavoro di ascolto e confronto, partito dall’analisi delle aree dismesse, per capire le esigenze della città. Un’analisi che ha coinvolto istituzioni, politica, cittadini e professionisti. Per questo speravo di trovare negli emendamenti proposte serie per la città ma per la maggior parte sono solo documenti per far perdere tempo».

Al termine dell'intervento la seduta è stata sospesa dal presidente del consiglio comunale Leonardo Ferrari per consentire, in riunione di capigruppo, un ulteriore esamina degli emendamenti e una valutazione politica sulle tempistiche delle successive fasi del consiglio. Finita la riunione, è iniziata la votazione degli emendamenti, che proseguirà anche nelle successive sedute programmate. Il consiglio comunale torna a riunirsi oggi alle 16.30.

Per il consigliere di minoranza Michele Bertucco, però, la Variante 29 non ha niente di nuovo, di innovativo e di sostenibile. «Il provvedimento ricalca una vecchia filosofia: impermeabilizzare e stipare di cemento qualsiasi spazio vuoto che sia rimasto all'interno dei quartieri, riducendo la vivibilità degli stessi e aumentando la profittabilità degli investimenti privati - ha commentato il consigliere di Verona e Sinistra in Comune - La Variante di Sboarina è perfettamente sovrapponibile alle Varianti degli anni Ottanta o Novanta che hanno reso il territorio e i quartieri di Verona così fragili, spesso poco vivibili e pericolosamente esposti agli effetti devastanti degli eventi atmosferici intensi come le bombe d’acqua. Le compensazioni sono inconsistenti e le dichiarazioni antimafia saranno tutte autocertificate. Si è trasformata in una farsa la riqualificazione di Villa Pullé che ora ufficialmente prevede non appartamenti per gli anziani del quartiere ma una struttura di "senior housing" per anziani ricchi. Morale: come nel passato l'urbanistica del Comune di Verona fa pagare ai quartieri il prezzo delle scelte sbagliate della politica che invece continua a premiare i furbetti che in passato hanno fatto gli abusi e poi li hanno sanati o condonati».

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