Variante 23, la maratona in consiglio comunale continua tra le polemiche

I consiglieri comunali del Partito Democratico criticano soprattutto gli emendamenti che autorizzerebbero interventi edilizi nella zona delle Torricelle e lottizzazioni in aree agricole

Nei consigli comunali di Verona della settimana scorsa non sono stati valutati tutti gli emendamenti ammessi alla Variante 23 e quindi da domani, 30 ottobre, l'assise civica del capoluogo riprenderà la discussione su questa variante urbanistica al Piano degli Interventi cittadino. Discussione che, comunque, è andata avanti anche al di fuori del consiglio comunale, tra polemiche e tentativi di mediazione tra maggioranza e opposizione.

I consiglieri comunali del Partito Democratico criticano soprattutto gli emendamenti che autorizzerebbero interventi edilizi nella zona delle Torricelle e lottizzazioni in aree agricole. «Non dovrebbero essere dichiarati inammissibili per ragioni tecniche, ma per ragioni politiche», scrivono i consiglieri Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani, i quali ricordano due punti del programma del sindaco Federico Sboarina: divieto di consumo di suolo e tutela delle Torricelle. «Ma se il sindaco fa il pesce nel barile e l'assessore Segala si limita a fare da notaio rispetto alla fame di cemento dei vari consiglieri di maggioranza, significa che questa non è più una maggioranza politica con un programma per la città ma un comitato di affari che punta soltanto a spartirsi la città», aggiungono i consiglieri PD.

Mentre il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco pensa che tutti questi emendamenti alla Variante 23 si tramuteranno in un autogol per la maggioranza.

La scelta di inserire una caterva di schede norma che non erano presenti in sede di adozione della Variante, costringerà gli uffici a ripubblicare la Variante; riaprire i termini delle Osservazioni dei cittadini; rimandare tutto il malloppo in Regione; rifare la Vas (Valutazione ambientale strategica); ritornare in Consiglio comunale e accettare nuovi emendamenti - scrive Bertucco - Si può stimare che prima di altri 6-7 mesi l'amministrazione non riuscirà a venir a capo di nulla. In pratica si ricomincerà tutto da capo. Un lavoro di Sisifo che solo un'accozzaglia di dilettanti allo sbaraglio poteva partorire. Troppe infatti sono le cambiali elettorali che i consiglieri di maggioranza hanno accumulato, ma promettendo troppo e tanti, andrà probabilmente a finire che nessuno riceverà nulla.

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