Variante 23, più di 1.500 emendamenti. Segala: «Strumento atteso da anni»

Si è concluso il primo passaggio della Variante 23 in consiglio comunale. I 1.535 emendamenti dovranno essere vagliati dagli uffici comunali per essere ritenuti ammissibili

Ilaria Segala (Foto di repertorio)

Con la seduta del consiglio comunale di Verona di giovedì, 11 luglio, si è concluso il primo passaggio della Variante 23. Il dibattito si è chiuso con la presentazione di 1.535 emendamenti, i quali dovranno essere vagliati dagli uffici comunali per essere ritenuti ammissibili.
Dei 1.535 emendamenti, 1.208 sono stati presentati da consiglieri di opposizione: 733 dal capogruppo di Verona in Comune Michele Bertucco, 266 dal capogruppo Lista Tosi Flavio Tosi, 100 dal Movimento 5 Stelle e 89 dal PD. Dei 326 della maggioranza, invece, 255 sono a firma del capogruppo di Verona Domani Marco Zandomeneghi.

L'amministrazione comunale, nonostante la pioggia di emendamenti che vogliono modificare il testo della variante urbanistica, ha voluto ribadire quelli che ritiene essere i punti di forza della Variante 23. Un documento che vuole limitare e delocalizzazione alcune strutture commerciali, sia grandi che medie, che vuole diminuire il perimetro del centro urbano in cui è possibile autorizzare la costruzione di nuovi centri commerciali, che vuole ridurre la superficie agricola da utilizzare per nuove edificazioni e che vuole reinserire il vincolo per le nuove costruzioni di utilizzo del contributo di sostenibilità per opere pubbliche al 100%, anziché al 50%.

Non era scontato portare in aula a luglio la Variante 23, visto l'alto numero di provvedimenti in programma in consiglio - ha commentato l'assessore all'urbanistica di Verona Ilaria Segala - Ci siamo riusciti e questo è motivo di grande soddisfazione per l'amministrazione che, per settembre, farà entrare in vigore un nuovo strumento urbanistico atteso da quattro anni dalla città e di cui c'è molto bisogno.
La Variante 23 contiene al suo interno tante modifiche sostanziali al Piano urbano, dalla nuova classificazione delle strutture commerciali, attesa dal 2012, alla correzione di errori cartografici e ancora, la verifica sulla possibilità di riclassificazione a residenziale degli edifici rustici sulle Torricelle e la riduzione dei metri quadri destinati a nuovo edificato per grandi superfici di vendita. Un restauro della prima versione già adottata nel 2017 che, invece di accogliere tutte le richieste presentate dai privati, tiene in considerazione le reali esigenze della città, con una forte riduzione dei centri commerciali ed una maggiore attenzione all'ambiente. Parliamo di un importante lavoro di rivalutazione del futuro assetto urbano di Verona.

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