Urbanistica, approvata la Variante Caleffi. PD: "Accolte molte correzioni"

"Abbiamo mantenuto un atteggiamento laico e pragmatico, puntando a correggere ciò che si poteva correggere", hanno spiegato i consiglieri PD Bertucco e Bertolotti

È stata approvata dal Consiglio comunale la Variate 22 o Variante Caleffi al Piano degli Interventi, nonostante le accese polemiche che hanno preceduto la sua presentazione in Consiglio. "Se la Variante 22 è passata in maniera incruenta si deve in primo luogo alla responsabilità delle opposizioni che, comprendendo le ampie criticità in cui versa l’urbanistica a Verona a causa delle scelte sgangherate delle ultime due amministrazioni, e tenuto conto di ciò che questo significa per professionisti e categorie del settore, hanno mantenuto un atteggiamento laico e pragmatico, puntando a correggere ciò che si poteva correggere della proposta di delibera", questo il commento del capogruppo e del consigliere comunale PD Michele Bertucco ed Eugenio Bertolotti.

"Il risultato si deve anche alla parziale retromarcia della maggioranza - continuano i due consiglieri - che di fronte alla prospettiva di passare la notte in Consiglio comunale per discutere i circa 300 emendamenti in lista ha preferito ascoltare l'assessore Caleffi e votare il maxiemendamento che fa proprie numerose delle indicazioni di correttivo da noi avanzate. Questo ha permesso di introdurre un limite di 1.000 metri quadri nelle lottizzazioni monolotto che posso essere attuate senza piano edilizio ma con un semplice permesso di costruire. Ha fatto salvo l’obbligo di piantumazione di alberi e arbusti in percentuali elevate, pari rispettivamente al 50% e al 70% della superficie da lottizzare con deroghe previste soltanto per le piccole lottizzazioni. Ha ridefinito la separazione tra aree destinate alla logistica e aree commerciali onde evitare trasformazioni urbanistiche dannose in contesti carenti di infrastrutture. Ha evitato di reperire spazi per parcheggi a seguito di lottizzazioni in aree destinate al verde pubblico. Ha reso non modificabili nella destinazione d'uso la riqualificazione di manufatti realizzati per aziende agricole".

Il giudizio dei democratici rimane critico nel merito e per il metodo con cui è stata presentata la proposta di delibera. "Una variante generale al Piano degli Interventi consistente in uno scatolone di documenti resi disponibili tre giorni prima del Consiglio e presentati sommariamente nel corso di sole tre sedute di Commissione. Anche da qui nasce la nostra decisione di astenerci", hanno concluso Bertucco e Bertolotti.

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