rotate-mobile
Politica

Valdegamberi contro l'interrogazione di D'Arienzo: «Cose da Ventennio fascista»

Il consigliere regionale ha replicato al senatore del PD, che nei giorni scorsi si era rivolto al premier Draghi e al ministro Lamorgese chiedendo "trasparenza" un merito ai rapporti tenuti da alcuni politici nostrani con la Federazione Russa

«Singolare che un Senatore della Repubblica Italiana del Partito "Democratico" chieda a Draghi e alla Lamorghese di indagare su alcuni politici sollevando infamanti accuse persino di spionaggio rivolte anche al sottoscritto e ad altri solo perché esprimono un pensiero non conforme alla linea del governo». È il consigliere regionale Stefano Valdegamberi a replicare sul suo profilo Facebook all'interrogazione presentata nei giorni scorsi dal senatore Vicenzo D'Arienzo, con la quale chiedeva "trasparenza" in merito ai rapporti tra alcuni politici nostrani e la Federazione Russa, soprattutto alla luce dell'espulsione di 30 diplomatici di Mosca da parte del ministro degli Esteri Luigi Di Maio per «motivi di sicurezza nazionale». 

Iniziativa che non è piaciuta al consigliere veronese, che invoca la libertà di pensiero: «Caro D'Arienzo questi fatti avvenivano solo nel Ventennio Fascista, da voi tanto criticato ma poi imitato nei metodi. La libertà di opinione spero che sia ancora un valore in questo Stato e la verità nasce non dal pensiero unico ma dal contraddittorio e dal confronto pacifico tra le idee e dalla pluralità delle fonti di informazione. La mancanza di confronto e un'informazione parziale e tendenziosa è sempre stata alla base dei più terribili conflitti dell'umanità. Mettere a tacere con accuse infondate, delegittimare le opinioni con la diffamazione di Stato o con l'abuso della giustizia sono sempre stati strumenti delle dittature - ha affermato Valdegamberi, che poi ha proseguito -. Io, come molti altri, non voglio trascinare l'Italia in una guerra voluta da altri e provocata da anni. Se tu credi invece che questa è la strada utile da perseguire per gli italiani, rispetto la tua idea ma non puoi pretendere che possa condividerla, nemmeno se vi inventate scuse e accuse per mettermi il bavaglio. Sappi che non ho mai accettato soldi e compromessi con nessuno nella mia vita e per questo ora sono libero di parlare e di dire ciò che penso e che ritengo utile per questo Paese. Non sono certo le tue minacce e le indagini di cui non temo alcunché se non le calunnie poi artificialmente montate dai media che mi fanno cambiare idea. Semmai solo a provare vergogna di come la nostra Carta Costituzionale sia sistematicamente violata dai pacifisti e democratici come te», ha concluso il consigliere.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Valdegamberi contro l'interrogazione di D'Arienzo: «Cose da Ventennio fascista»

VeronaSera è in caricamento