Domenica, 14 Luglio 2024
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Utero in affitto o gestazione per altri: tre candidate in Consiglio comunale per +Europa replicano alle polemiche

«Proponiamo che questa pratica sia regolamentata nell’interesse e nella tutela di tutti: dei bambini nati, delle famiglie e delle gestanti coinvolte», affermano le candidate di +Europa Verona al Consiglio comunale Lidia Carol Gerones, Martina Panzolato e Marina Sorina

Lunedì 26 aprile in città a Verona si è accessa un'aspra polemica che ha visto diversi esponenti del centrodestra e del conservatorismo cattolico nostrano imputare al candidato sindaco Damiano Tommasi un «ambiguo silenzio» in materia di «utero in affitto». Lo spunto, o il pretesto politico per invocare a gran voce una presa di posizione ufficiale sul tema di quella che altrimenti viene chiamata la «gestazione per altri», è stata l'adozione in Commissione Giustizia della Camera del testo base della legge che proporrebbe di «perseguire la maternità surrogata come "reato universale"», in sostanza applicando «le pene previste dalla legge 40 del 2006 anche nel caso in cui il fatto venga commesso all'estero». Il testo è stato proposto da Fratelli d'Italia e in terra scaligera si è fatta sentire non a caso Maria Fiore Adami, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale a Verona.

Il candidato sindaco per il centrosinistra Damiano Tommasi non pare aver colto il guanto di sfida. Non sono infatti note al momento sue dichiarazioni ufficiali sull'argomento. A prender parola, tuttavia, sono state nel frattempo tre donne, tutte candidate di +Europa Verona al Consiglio comunale per le prossime elezioni amministrative nel capoluogo scaligero. Si tratta di Lidia Carol Gerones, Martina Panzolato e Marina Sorina, le quali si sono fatte firmatarie di una nota congiunta nella quale hanno deciso di replicare a quella che giudicano essere stata una «volgare e strumentale provocazione di esponenti della coalizione di destra che sostiene l'attuale sindaco». 

Martina Panzolato-2

Martina Panzolato, +Europa Verona

Proponendosi di rispondere «nella forma e nel merito», Lidia Carol Gerones, Martina Panzolato e Marina Sorina spiegano: «Per quel che concerne le elezioni amministrative il tema non ha alcuna attinenza. Si tratta solo di "buttar lì" argomenti che meritano sicuramente ben altro approfondimento. Con riferimento a quanto è ora all'esame del parlamento, invece, iniziamo con il riportare uno stralcio della proposta Meloni-Carfagna: "Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600 mila a un milione di euro. Le pene stabilite dal presente comma si applicano anche se il fatto è commesso all’estero". Questa - commentano Lidia Carol Gerones, Martina Panzolato e Marina Sorina - è la legge che vorrebbe rendere reato in Italia la gestazione per altri anche se avvenuta in un paese in cui è già legale. Il testo base è stato approvato ieri dalla Commissione Giustizia alla Camera. Il testo è privo di ogni fondamento giuridico e non fa i conti con il diritto internazionale e questo basta a renderlo inapplicabile, perciò si tratta di semplice propaganda».

Entrando ancor più nel merito, le tre esponenti di +Europa Verona pongono una serie di domande retoriche: «Quello che ci inquieta è il pensiero di fondo: incriminare i genitori, tanto eterosessuali quanto omosessuali, renderebbe più felici le vite dei bambini nati? No. Sarebbe civile un paese che per effetto di questa legge separasse i bambini appena nati dai loro genitori? No. È "dalla parte delle donne" una legge che non le ritiene neppure in grado di decidere liberamente come disporre del proprio corpo e del proprio utero? No. Purtroppo, - aggiungono nella loro nota Lidia Carol Gerones, Martina Panzolato e Marina Sorina - questo è solo l’antipasto di cosa accadrebbe nel nostro paese se fosse governato da questa destra».

Infine, quale sarebbe la proposta alternativa sul tema? «Cosa proponiamo noi? Che questa pratica sia regolamentata nell’interesse e nella tutela di tutti: dei bambini nati, delle famiglie e delle gestanti coinvolte. Abbiamo, con altri colleghi, presentato un disegno di legge che va nella direzione della legalità e dell’autodeterminazione delle donne. Con orgoglio e fermezza, - concludono Lidia Carol Gerones, Martina Panzolato e Marina Sorina - noi pensiamo che la nostra strada sia quella del saper ben discernere per poi regolamentare con rispetto, correttezza e senza meschinità».

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Marina Sorina, +Europa Verona

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