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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica

Unit d'Italia, Tosi: "Basta polemiche, ho il consenso"

Il sindaco di Verona: "Rappresento tutti i cittadini e ho vent'anni di militanza leghista"

"Non mi risulta che Umberto Bossi abbia mai detto che le amministrazioni comunali non devono festeggiare i 150 anni dell’Italia. Anche perché non bisogna mai dimenticare che il sindaco è di tutti i cittadini e perché in una città come Verona, tra l’altro la più importante tra quelle amministrate da un sindaco leghista, sarebbe poco opportuno non ricordare un avvenimento storico di tale portata". Torna sulla questione Unità d'Italia, il primo cittadino di Verona Flavio Tosi, rispondendo a tono sulle polemiche degli scorsi giorni, che lo vedevano contrapporsi al sindaco di Treviso (e segretario regionale della Lega) , Gian Paolo Gobbo che, un paio di giorni fa aveva bacchettato i presunti "non allineati" del partito, lasciando intendere a chi si riferisse: "Certo c’è chi scalpita, ma prima vengono i congressi. Se poi a scalpitare sono quelli che celebrano il 150esimo dell’Unità d’Italia nonostante il partito si sia espresso diversamente, è normale che Bossi li consideri dei rompicoglioni. Fate voi".

Tosi non lesina dichiarazioni, nè qualche frecciata al leghista della Marca: "In ogni caso va rispettato il diritto di voler aderire o meno, privatamente, a queste celebrazioni. La cosa che spiace è che qualcuno pensi di assegnare il patentino di chi è più leghista o meno leghista sulla base di considerazioni relative al 150esimo dell’unità d’Italia, che non sono certo la questione fondamentale all’ordine del giorno per la vita del nostro Paese, che oggi deve affrontare problemi reali e difficili, primo tra tutti la sfida del federalismo".


Continua Tosi: "Il sottoscritto fa parte della Lega da più di vent’anni, al di là delle cialtronerie che qualche testata ha scritto, con un’anzianità di militanza pari a pochi altri, forse una decina in tutto, a Verona città e provincia. La valutazione sul maggior o minor grado di leghismo, credo vada fatta soprattutto sul lavoro profuso a favore del Movimento e sui risultati. Tralasciando le migliaia di preferenze ricevute nelle varie competizioni elettorali, comunali o regionali, alle elezioni comunali del 2002 la Lega raccolse a Verona il 6 per cento, nel 2007 il 12 per cento. Oggi conta più del 30 per cento dell’elettorato attestandosi come il capoluogo avente, negli ultimi anni, il maggior consenso leghista, superato solo da Treviso alle ultime elezioni regionali, anche per l’effetto della candidatura dell’amico Luca Zaia. A stabilire chi è più o meno leghista, credo, senza badare alle fandonie cialtronesche riportate da qualche giornale, sono i risultati: e cioè quanto uno lavora per la Lega e quanto consenso riesce a portare al Movimento. Tutto il resto sono solo polemiche sterili".

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