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Sabato, 27 Novembre 2021
Politica

Udc: vertici azzerati ma non cambier nulla

Il segretario Marzotto diventer coordinatore. Beschin: "Sto con Maraia"

Nell’Udc veronese si cambia tutto per non cambiare, quantomeno al momento, nulla. In seguito al convegno di Todi nel quale è stato dato l’annuncio dell’avvio del percorso che porterà alla nascita di un nuovo soggetto politico di centro, quello che per ora è stato chiamato Partito della Nazione, tutte le cariche sono state azzerate. A partire dal direttivo provinciale, per cui al momento Stefano Marzotto non è più il segretario del partito.

Quello che parrebbe un evento traumatico però in realtà non lo è
, visto che, salvo colpi di scena, a giorni dovrebbe essere ufficializzata la nascita di un coordinamento unico, comprendente anche i soggetti che assieme al partito di Casini formeranno la nuova forza. Ovvero la Rosa bianca di Savino Pezzotta, i circoli Liberal di Ferdinando Adornato ed una parte delle Reti civiche. Coordinamento che a Verona dovrebbe essere presieduto dal segretario del partito fondatore più importante. Ovvero lo stesso Stefano Marzotto. Il quale di questo non parla. Anche se sul Partito della Nazione afferma: “E’ una novità che sta destando un grandissimo interesse sul territorio, con segnali concreti che vengono manifestati da delusi sia del centrodestra che del centrosinistra, e che costituisce quindi una reale occasione per la costituzione del polo moderato”.

Marzotto, d’altro canto, non tace anche sul tema-assessore. Ovvero sulla prossima assegnazione all’Udc di un nuovo membro dell’esecutivo, dopo il passaggio di Alberto Benetti con il Pdl, area Brancher. “Siamo in attesa che venga convocato un vertice di maggioranza in cui chiudere la questione, per intanto io sto concludendo un giro di consultazioni interne al partito, al termine del quale farò sintesi sul nome da proporre al sindaco Flavio Tosi”. Su questo non mancano certo posizioni diversificate all’interno dell’Udc.

La componente di maggioranza, che fa capo al consigliere di maggioranza Stefano Valdegamberi, ha già lanciato il consigliere comunale Mario Rossi. Su una figura diversa puntano invece gli uomini dell’altra anima, quella che fa capo all’assessore villafranchese Riccardo Maraia, secondo i quali la nomina di Rossi farebbe perdere un seggio in consiglio all’Udc, visto che Rossi era stato eletto con Forza Italia e che il suo posto in assemblea verrebbe preso da Katia Forte, forzista vicina anche lei a Brancher il cui ingresso muterebbe gli equilibri di forza in maggioranza. D’altro canto hanno preso posizione su questo anche cinque dei sei consiglieri di circoscrizione, con un documento nel quale chiedono di essere considerati fra i papabili all’assessorato.


Una posizione che trova d’accordo anche il capogruppo in consiglio comunale Gianpaolo Beschin. Il quale peraltro spiega “di non sentirsi più in sintonia con Valdegamberi, perché ultimamente guarda troppo a sinistra”, preferendo “la linea di Maraia, che è vicina al centrodestra”. “Nessun partito sceglierebbe di perdere un consigliere comunale – afferma Beschin – e d’altro canto a me spiacerebbe non poter continuare a lavorare assieme ad un consigliere valido come Rossi e trovarmi solo con Valdegamberi, che purtroppo è molto assente per gli altri suoi impegni. Per questo sostengo per l’assessorato Ernesto Paiola, capogruppo del partito in seconda circoscrizione e persona molto esperta, essendo alla sua quarta legislatura”.

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