Terza circoscrizione, si sposta l'anagrafe. PD: «San Massimo scoperto»

La nuova sede sarà in via Sogare, in zona Stadio. Collocazione definita più «decentrata» rispetto a quella attuale dai democratici, i quali chiedono una compensazione per i cittadini del quartiere San Massimo

Sede della terza circoscrizione di Verona (Foto Gmaps)

Il Comune di Verona ha dato il via libera al progetto esecutivo e alle modalità di individuazione del soggetto realizzatore per il nuovo ufficio anagrafe della terza circoscrizione. L'ufficio si sposterà in via Sogare, nel quartiere Stadio, in uno spazio ricavato nella grande sala consiliare del parlamentino. Il trasferimento produrrà un buon risparmio per il Comune, che non dovrà più pagare un affitto di 22mila euro all'anno per l'attuale sede di via Fratelli Cervi, angolo con via Molise, in zona Borgo Milano.
Secondo le previsioni dell'amministrazione comunale, a giugno cominceranno i lavori di creazione del nuovo ufficio, i quali costeranno circa 50mila euro.

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Il trasloco dell'ufficio anagrafe della terza circoscrizione è stato condiviso solo in parte dal Partito Democratico cittadino, il quale evidenzia un decentramento della nuova sede rispetto a quella precedente; decentramento che renderebbe meno pratico l'accesso all'ufficio per i 15mila cittadini del quartiere San Massimo. «Abbiamo già raccolto alcune centinaia di firme per chiedere di adibire ad anagrafe per almeno qualche giorno alla settimana un locale di una edificio pubblico a San Massimo - scrivono il consigliere comunale Federico Benini, il segretario del circolo PD "Enzo Biagi" Riccardo Olivieri ed il consigliere in terza circoscrizione Sergio Carollo - La spesa per l'allestimento di questo nuovo servizio decentrato potrebbe essere finanziata in parte con i possibili ribassi d'asta; in parte con i risparmi per il mancato pagamento dell'affitto della vecchia sede; e per un'altra parte ancora con risorse fresche considerando le numerose lottizzazioni che il Comune ha concesso ai privati a San Massimo. Il quartiere ha insomma tutti i titoli per chiedere una compensazione. Del resto, buon senso dovrebbe suggerire l’opportunità di evitare lo spostamento di migliaia di cittadini all’interno di quartieri già congestionati solo per una pratica anagrafica».

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