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Tosi: «Sprechi in Agec». L'azienda replica: «Mai agito per penalizzare i collaboratori»

L'ex sindaco ha denunciato «licenziamenti illegittimi e bizzarre consulenze» nell'agenzia pubblica per la gestione degli edifici comunali di Verona. Ma Agec ha risposto punto su punto

«Licenziamenti illegittimi e bizzarre consulenze». Per Flavio Tosi, i consiglieri di amministrazione di Agec nominati dal sindaco Federico Sboarina sperpererebbero così i soldi pubblici di un'azienda «in vertenza contro i suoi lavoratori, a cui deve un sacco di soldi, e senza fondi per sistemare 400 appartamenti sfitti che servirebbero ai veronesi indigenti».

Critica Agec per attaccare Sboarina, l'ex sindaco Tosi, il quale denuncia una «mala gestio» all'interno dell'agenzia di gestione degli edifici comunali di Verona, ma esclude l'attuale presidente Maurizio Ascione, il quale è in carica da qualche mese. «Fatti alla mano, mi riferisco all'operato dei consiglieri di amministrazione nominati dal sindaco Sboarina, i quali a suo tempo licenziarono con una procedura illecita l'allora direttore generale Maria Cristina Motta, che ora ha diritto di rivalersi su Agec con un risarcimento di svariate centinaia di migliaia di euro - ha dichiarato Tosi, rifacendosi ad una sentenza del Tribunale del Lavoro - Aspettiamo che venga stabilita la cifra esatta per chiedere alla Corte dei Conti che intervenga nei confronti proprio dei consiglieri che votarono quella procedura illegittima. Va invece dato atto e merito all'attuale presidente Ascione di essere stato contrario a quel licenziamento».

E sugli altri sprechi, a Tosi risulta che Agec abbia pagato 100mila ero per una consulenza in materia di organizzazione del lavoro e del personale. «Mi chiedo se sia moralmente accettabile che un'azienda pubblica che non ha soldi per sistemare 400 appartamenti sfitti e che ha aperta una vertenza sindacale perché ha sottratto soldi ai suoi lavoratori, possa sprecare centinaia di migliaia di euro tra rimborsi per licenziamenti illeciti e strane consulenze. Questi sprechi s'inseriscono perfettamente nella generale mala gestio delle aziende pubbliche sotto l'amministrazione Sboarina. Pensiamo a quanto accaduto in Agsm, dove è stato indetto un bando costato 50mila euro per la nomina del nuovo direttore generale, salvo poi ripiegare su una scelta interna e non farsene nulla. Oppure a Solori, dove si è assistito a un valzer dilettantesco: prima il licenziamento, anche in quel caso illegittimo, del direttore generale Tatini, poi la nomina tramite concorso del nuovo direttore, che però non aveva i titoli e ha dovuto dimettersi, e infine il reintegro di Tatini».

«Agec ha sempre operato nel rispetto della legge e dei contratti collettivi di lavoro. Mai ha agito per penalizzare i propri collaboratori. Anzi, ha regolarizzato in questi anni un centinaio di posizioni individuali trasformandole in contratti di lavoro a tempo indeterminato». Questo l'incipit della replica dell'azienda, la quale è entrata anche nel merito di alcuni punti messi in luce da Tosi. E il primo è la consulenza sull'organizzazione del personale. «È stata affidata ad uno dei principali giuslavoristi italiani per specifiche professionalità interne - ha spiegato Agec - Si è resa necessaria per risolvere i nodi creatisi in un decennio di relazioni corrette nello spirito della norma, ma con alcune lacune formali che sono state così regolarizzate. Si è evitato quindi, proprio grazie a questa consulenza esterna, di far vivere ai collaboratori di Agec quanto accaduto in altri enti pubblici veronesi dove ai dipendenti è stato chiesto dalla Corte dei Conti di restituire il salario accessorio incassato negli anni nell'assenza di una perfetta cornice formale».
Il problema riguarderebbe il trasferimento avvenuto nel 2009 di 385 collaboratori, di cui 20 farmacisti e 365 operatori del servizio ristorazione scolastica e servizi ausiliari. «La consulenza è già terminata - ha aggiunto l'azienda - e ha consentito la corretta costituzione di un fondo in bilancio per il salario accessorio che risulta fra l’altro maggiormente capiente rispetto alle risorse messe a disposizione in passato e che risulta superiore persino a quanto previsto quando il personale, al tempo, lavorava nell'amministrazione comunale. Agec ha di propria iniziativa presentato una piattaforma contrattuale ed un sistema di misurazione e valutazione della performance, ma senza il lavoro sul pregresso della contrattazione e la costituzione del fondo non avrebbe potuto nei prossimi anni erogare alcuna premialità, alcuna indennità ed alcuna progressione economica».

Anche sulla sistemazione degli appartamenti sfitti, Agec ha risposto a Tosi. «Nel triennio 2021-2023 - si legge nella nota dell'azienda - Agec ha messo a bilancio circa 14 milioni di euro per riatti degli alloggi, riqualificazioni energetiche, coperture facciate ed impianti termici partecipando con successo a diversi bandi nazionali per la qualità dell'abitare. Gli investimenti per il patrimonio immobiliare rappresentano il 56% degli investimenti complessivi che Agec realizzerà nel triennio. Va considerato che l'investimento stesso per l'acquisizione delle Case Azzolini risponde alla necessità di mettere in sicurezza diverse decine di famiglie veronesi dotandole finalmente di alloggi risanati».

Infine, sulla controversia legale con Maria Cristina Motta, «l'azienda è in attesa di conoscere le motivazioni della recente sentenza d'appello, che ha rovesciato un precedente giudizio di primo grado - hanno fatto sapere da Agec - al fine di valutare ulteriori azioni».

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