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Traforo, all'attacco di Tosi replicano Pd e Comitato antitraforo

Chiusa la vicenda della concessione del Passante Nord, il sindaco scaligero si scaglia contro i suo avversari che a loro volta promettono battaglia, anche in sede legale

E dopo la firma arrivò la tempesta. Conclusasi con buoni esiti la vicenda della firma della concessione per il traforo delle Torricelle, il sindaco Flavio Tosi, in una nota, si toglie qualche sassolino dalla scarpa, frutto delle polemiche nate dopo lo scandalo tangenti che ha coinvolto la Manotvani s.p.a. e che avrebbe spinto la Regione Veneto a creare una commissione d'ichiesta per i lavori pubblici. 

LE PAROLE DI TOSI - “Se fosse per il gruppo consiliare del PD di Verona e per il Comitato antitraforo, in Italia probabilmente non ci sarebbero né autostrade, né linee ferroviarie ad alta capacità, né opere pubbliche importanti a servizio dei cittadini. Diversamente dalla loro posizione oscurantista, questa Amministrazione persegue invece, rispetto alle opere pubbliche e al Passante Nord in particolare, un approccio serio, corretto e pragmatico, tanto che la firma della concessione definitiva per quest’opera viene apposta da un dirigente che lavora in questo Comune da tantissimi anni e che, evidentemente, ha firmato dopo aver ricevuto e verificato le più ampie garanzie sulla correttezza della procedura. C’è chi fa politica facendo proposte e progetti e chi invece la fa gettando fango, cercando di diffamare con insinuazioni molto basse la correttezza dell’operato di un’Amministrazione appoggiata dai cittadini veronesi. Come sanno benissimo gli esponenti del PD e del Comitato antitraforo, infatti, l’Amministrazione comunale di Verona non ha assolutamente nulla a che vedere con l’indagine in corso che coinvolge l’amministratore delegato della Mantovani spa, ingegner Baita. Fuorvianti, poi, anche le tempistiche previste dal Comitato antitraforo per la VIA, per la quale ci vorrà circa un anno, non certo i tre di cui parla il Comitato. Per quanto riguarda infine la parte di competenza del Prefetto, ricordo che non dovrà essere valutata tutta la documentazione del Passante, ma solo il certificato antimafia, che rappresenterà un’ulteriore e importantissima garanzia per la serietà di chi dovrà realizzare l’opera. Inoltre, dopo il nulla osta della Prefettura, nella convenzione che sarà sottoscritta con il concessionario dell’opera, sarà inserito anche il Protocollo di legalità che prevede tutta una serie di controlli successivi sulla gestione dei lavori da parte delle ditte (appalti, subappalti ecc.)”.

Pronte però arrivano le repliche delle controparti, partendo dal capogruppo per il Pd, Michele Bertucco, che annuncia di aver inoltrato la richiesta di accesso agli atti per quanto riguarda l'iter amministrativo del traforo: "Ho chiesto di avere tutta la documentazione che fino ad oggi è stata negata alla città – dice Bertucco – partiremo da qui, dalla trasparenza negata, per cercare di capire le ragioni delle tantissime forzature che hanno caratterizzato l'iter amministrativo dal 2007 ad oggi. La ragione della presenza di società fiduciarie anonime e della testardaggine con cui l'amministrazione comunale ha dato anche l'ultimo avvallo all'opera in assenza della benché minima garanzia sulla solidità e affidabilità della compagine societaria incaricata di realizzarla. Solidità messa a dura prova, a vario titolo, dalla crisi economica oppure dagli scandali giudiziari che hanno destato preoccupazione e indignazione in tutta la regione tranne che a Verona". 

"Se chiedere trasparenza su opere di grande impatto per il territorio e la popolazione è gettare fango, il Sindaco si metta il cuore in pace: il gruppo consiliare Pd continuerà a farlo. Probabilmente Tosi è abituato alle sagome mute che siedono dietro ai banchi della maggioranza, ma controllare e verificare gli atti è precisamente uno dei compiti dei consiglieri comunali. Chiunque in città abbia letto delle vicende della Mantovani, che ovviamente non sono quelle del Comune, si fa la nostra stessa domanda: perché il Comune non ha atteso i riscontri della magistratura? Sono convinto che una posizione più prudente non sarebbe stata penalizzata nemmeno dall'elettorato leghista, o quel che ne rimane. Stendiamo poi un velo pietoso sulle vanterie della cosiddetta 'giunta dei fatti': sono molte le opere che la città attende senza esito da molti anni. Ogni schieramento ha le sue priorità. Quelle del Sindaco sono più che evidenti. Ma ora bando alle ciance: appena si sarà calmato Tosi dovrà mantenere la promessa e dirci chi sta dietro alle fiduciarie anonime".

Anche il Comitato antitraforo non perde tempo e annuncia subito battaglia nelle parole di Alberto Sperotto: "Siamo molto dispiaciuti che il Sindaco si innervosisca, proprio nel giorno nel quale dovrebbe festeggiare, perché chiediamo semplicemente solo un po' di trasparenza e buon senso. Se avesse dato la possibilità ai cittadini di esprimersi con un referendum e attivato ogni meccanismo di trasparenza, anziché oscurare i documenti e la democrazia fino portare i ... pericolosi dissidenti del Comitato in tribunale con accuse infondate, ora tutti i veronesi assieme a lui sarebbero molto più sereni anziché obnubilati dalle sue fumose e poco rassicuranti parole innervosite. Ora gli armadi si apriranno, vedremo cosa ne salterà fuori e saranno un'altra volta i tribunali a decidere".

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