Tangenti nella sanità lombarda, 100mila euro per Fare!. Tosi: "Querelerò"

Il sindaco di Verona smentisce di essere implicato nello scandalo corruzione in Lombardia e minaccia di passare ad azioni legali, a pochi giorni dalla prima assemblea nazionale di Fare!

Prima era 10.000 euro arrivati da Paola Canegrati, la donna al centro dello scandalo corruzione nella sanità lombarda, per la campagna elettorale di Flavio Tosi alle ultime regionali. Finanziamento impossibile da smentire e infatti il sindaco di Verona ha ammesso di averlo ricevuto, ma ha anche sottolineato di non aver mai conosciuto la Canegrati.

Adesso si è passati a 100.000 euro, non tracciati. La notizia è stata diffusa da Repubblica e il quotidiano L'Arena ha pubblicato la replica di Flavio Tosi che dice: "Non conosco né il signor Mario Longo né il signor Stefano Lorusso, quindi non ho avuto conversazioni di alcun genere, tanto meno telefoniche, con entrambi: querelerò Longo come chiunque altro accosterà il mio nome a questi signori. Del resto, come sanno tutti in Veneto, non era mio il programma elettorale che prometteva la dentiera gratis per tutti". Il tutto a due giorni dalla prima assemblea nazionale di Fare!, il movimento politico che fa capo proprio a Tosi.

Nell'inchiesta che ha come protagonisti Paola Canegrati e l'assessore regionale leghista Fabio Rizzi, Mario Longo e Stefano Lorusso non sono due personaggi di secondo piano, ma sono due imprenditori finiti in carcere perché molto implicati nella vicenda. Longo sarebbe infatti il braccio destro di Rizzi e Lorusso un suo amico fidato. In uno scambio di sms tra Longo e Canegrati, pubblicato su Repubblica, si parla di 10k. Gli investigatori hanno pensato che fossero i 10.000 euro per la campagna elettorale. Ma Stefano Lorusso agli investigatori ha parlato di 100.000 euro arrivati in nero dal referente piemontese di Fare!, Alessandro Albano, da convertire per la campagna elettore di Tosi. Ma di questi soldi non c'è traccia

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