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Tosi in Regione? Se  come Bossi...

Tosi in Regione? Se come Bossi...

Tosi in Regione? Se come Bossi...

Considerazioni sul veronese Tosi in Veneto

In tempi non sospetti, era il 16 luglio, dalle colonne di questo giornale riflettevo sull'opportunità di sostenere la candidatura di Flavio Tosi alla presidenza della Regione Veneto, anche alla luce della sentenza di condanna della Corte di Cassazione per questioni di razzismo. Memore dell'esortazione montanelliana (e sembrano passati secoli) a votare per Democrazia Cristiana "turandoci il naso", giungevo alla conclusione che difendere la veronesità del nuovo presidente valesse lo sforzo di votare un leghista. Perchè è un dato di fatto che per godere dei benefici che un presidente può trasferire alla sua provincia, quello è l'unico nome spendibile in questa occasione.

E' cronaca della scorsa settimana il dibattito acceso, all'interno del centro destra veronese, dalle dichiarazioni di Antonio Pastorello proprio su questo argomento, con inseguimenti e fughe in avanti nella conta tra chi si iscrive al partito di Tosi e chi a quello di Galan. Quando però si leggono sui giornali le affermazioni dell'indiscusso capo della formazione leghista, Umberto Bossi, tutto ritorna in discussione: perchè è faticoso trovare una giustificazione a sostenere il sodale di chi ha avuto parole così pesanti nei confronti dell'unità d'Italia, degli alleati, della visione prospettica dei propri obiettivi ultimi, concetti che potranno essere confidenziali per un militante leghista ma preoccupano assai chi fatica a sostenere un candidato per pura carità di patria. Le conclusioni cui ero giunto a mezza estate vacillano, al pensiero che questo sia anche il programma dell'attuale nostro sindaco.


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