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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Tosi: «10 milioni a fondo perduto per le attività in crisi». Toffali: «Solo demagogia»

L'ex sindaco ha lanciato la propria mozione per aiutare commercianti e albergatori messi in difficoltà dalla pandemia di Covid-19, ma l'assessore al Bilancio ha affermato che si tratta di una proposta non sostenibile per il Comune di Verona

«Dieci milioni. Dieci milioni di euro per chi è in crisi per gli effetti della pandemia: ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie, mense, catering, alberghi, affittacamere, locatari turistici. I soldi ci sono, si prendano dall'avanzo di bilancio 2020, superiore a quella cifra».
A lanciare l'idea al Comune di Verona è l'ex sindaco e attuale consigliere Flavio Tosi, che si rivolge all'attuale primo cittadino e alla maggioranza di Palazzo Barbieri. 
«È la nostra proposta, un primo passo di resilienza per la Rinascita di Verona. Una proposta dettagliata, articolata, che indica tempi e modi.
Chiediamo al Sindaco Sboarina di istituire un contributo a fondo perduto di 10 milioni di euro per le attività in crisi. Il parametro? La perdita di fatturato nel 2020 rispetto al 2019. A chi invece ha aperto l'attività nel 2020 sia dato un contributo di 5 mila euro per le imprese individuali e di 10 mila euro per le società.
Molte città e persino i piccoli Comuni hanno messo soldi veri. Mi auguro che ora, grazie a questa proposta, lo possa fare anche Sboarina a Verona, finora timido se non immobile».

La risposta al consigliere Tosi è arrivata dall'assessore al Bilancio Francesca Toffali, che ha precisato alcuni aspetti in merito alla mozione del gruppo consiliare guidato dall'ex sindaco.
«Come si può parlare ora di avanzo di amministrazione 2020, quando non è ancora stato approvato il bilancio consuntivo? Questa proposta assomiglia tanto alle sparate di Cetto La Qualunque, ma qui non siamo al cinema e non è serio illudere le persone. Buona parte dell'avanzo è già stato speso in corso d'anno per le molte emergenze Covid, che non sono finite. Come ad esempio la fiera che da un anno non fa una manifestazione. Come soci dovremo far fronte alle perdite o pensiamo che si possa tralasciare un motore dell'economia cittadina come Veronafiere? Da amministratori seri dobbiamo pensare agli accantonamenti per le aziende partecipate comunali che evidentemente stanno avendo gravissime perdite. Inoltre, ricordo che una devastante crisi economica come questa è già stata vissuta nel 2008 e per alcuni anni successivi. Come mai chi amministrava allora, e oggi è in minoranza facendo mozioni, non ha fatto allora un significativo aiuto a fondo perduto alle attività private? La risposta è semplice, perché sapevano bene l'impossibilità e la non sostenibilità di azioni simili, mentre oggi si sceglie la facile strada della demagogia per raggiungere la pancia dell'opinione pubblica sparando proposte impossibili da realizzare per l'ente. Invito quindi le persone serie ad attendere prima di tutto il bilancio preventivo 2021, che non sarà anno più facile del 2020, ad attendere i bilanci delle aziende partecipate e poi anche il consuntivo 2020 prima di vendere la pelle dell'orso».

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