Tosi ad alzo zero su Sboarina: «Ha bloccato tutto e non ha fatto nulla»

L'ex sindaco non usa parole tenere sul suo successore: «Il suo livello di impopolarità in passato non è mai stato raggiunto da nessuno»

 

«Sboarina batterà il record assoluto nella storia dei sindaci veronesi: ha bloccato tutto quello che c'era e non ha fatto nulla di suo. E il suo livello di impopolarità in passato non è mai stato raggiunto da nessuno». Nessuna parola tenera per il suo successore è stata pronunciata dall'ex sindaco di Verona Flavio Tosi che, insieme ai consiglieri comunali Alberto Bozza, Patrizia Bisinella e Paolo Meloni, ha voluto tirare un bilancio dei tre anni da primo cittadino di Federico Sboarina.

«In tre anni, Sboarina solo due cose ha provato a fare: svendere Agsm alla milanese A2A e il nuovo stadio, fortunatamente i due tentativi sono falliti - ha dichiarato Tosi - Ora celebra enfaticamente l'accordo di Agsm con Aim Vicenza, ma quella era una fusione già predisposta nel 2017 dalla mia amministrazione. Sboarina ha buttato via tre anni, tre anni persi per un accordo strategico per la città. Inoltre, Sboarina in questi anni ha fatto una serie di promesse impossibili, che mai realizzerà, penso al Central Park all'ex scalo merci o alla riduzione delle tasse comunali, lui che non è riuscito nemmeno ad abbassarle in piena emergenza economica per il Covid-19».
E sui progetti che Sboarina ha ereditato dalla precedenta amministrazione, Tosi commenta: «Ha lasciato colpevolmente morire per incapacità strategica i progetti dell'Arsenale, di Ikea, della Casa di Giulietta e della riqualificazione dei plateatici di Piazza Erbe».
L'ultimo affondo di Tosi è sul filobus: «Sboarina non vuole il filobus dopo che: ha comprato 40 mezzi del valore di 40 milioni di euro; eseguito lavori per 6 milioni; firmato contratti per 140 milioni. Ci saranno contenziosi e per colpa sua avremo cantieri aperti e fermi sine die».

A Tosi, si è aggiunto il commento della consigliera Bisinella, che ha definito «sconcertante che mentre i comuni limitrofi, anche del lago, hanno previsto disposizioni di aiuto a famiglie e imprese, vedi contenimento di tasse, esoneri, detrazioni, scontistica, a Verona non si sia fatto e non si faccia nulla in tal senso pur con 35 milioni di avanzo di amministrazione utilizzabili, più i 5 milioni di contributo che provengono dal Governo».

Alberto Bozza ha ricordato che: «Verona da tre anni lascia a desiderare anche in termini di sicurezza, pulizia e ordine, si veda la mancata manutenzione delle strade e la gestione del verde. C'è poi un mondo dell'associazionismo e dello sport che è in crisi, non ha sostegno. Fa male vedere la piscina Lido in stato di incuria e abbandono, quando anche lì sarebbe bastato approvare il progetto definitivo impostato dall'amministrazione Tosi che era interamente a carico del privato. Oggi invece non si sa ancora bene quando le Lido verranno riqualificate, ma si sa che il nuovo progetto prevede l'esborso di tre milioni di soldi pubblici».

E Paolo Meloni ha concluso: «Lascia a desiderare anche la gestione dei piani di protezioni civile, pensiamo ai danni che la città ha subito causa il maltempo in questi anni. Sboarina si mostrava a spalare il fango quando avrebbe dovuto stare dietro una scrivania per fare il suo lavoro e coordinare gli aiuti».

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