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Veronamercato e nomine, Flavio Tosi: "Minoranze escluse, lo segnaleremo"

E un altro consigliere comunale di minoranza, Michele Bertucco aggiunge: "Queste scelte tradiscono le promesse elettorali di Sboarina che aveva gridato fuori la politica dalle aziende"

Non è partita come polemica politica, ma lo è presto diventata. L'insediamento del nuovo cda di Veronamercato, con Andrea Sardelli presidente, aveva sconvolto il presidente della Camera di Commercio Riello a cui però il sindaco Federico Sboarina non ha fatto mancare una replica.

Sull'argomento sono però giunti ora anche gli interventi di alcuni esponenti delle minoranze, che nel confronto tra Sboarina e Riello si sono schierati con quest'ultimo. Per l'ex sindaco Flavio Tosi, è il criterio utilizzato da Sboarina per le nomine in Veronamercato ad aver scatenato la reazione contrariata di Riello.

Mentre la nostra amministrazione - scrive l'ex sindaco - si era sempre adoperata per garantire la presenza degli operatori del mercato all'interno del cda, oltre che assegnare la presidenza dei più importanti enti economici della città ad esponenti delle categorie imprenditoriali, il sindaco Sboarina ha preferito la piatta applicazione del manuale Cencelli, con nomine totalmente partitocratiche e cercando di massimizzare il numero delle careghe. Da qui la scelta di tenere un cda da cinque componenti in Veronamercato, per avere tre poltrone da distribuire agli amici, avendo anche il coraggio di attribuire il rappresentante di spettanza delle minoranze a Michele Croce, come se questi facesse parte della minoranza. Pertanto, al di là del cattivo gusto e dall'arroganza nei confronti della città, dimostrati ancora una volta dai nuovi arrivati, non mancheremo di segnalare alle autorità preposte l'esclusione della minoranza dal cda, in aperta violazione delle normative in vigore.

Potrebbe quindi configurarsi una violanzione delle norme, secondo quanto riferito da Flavio Tosi. Mentre per un altro consigliere comunale di minoranza, Michele Bertucco, ci sarebbe il mancato rispetto di una promessa fatto dal sindaco Sboarina durante la campagna elettorale.

Verona è una delle capitali del mondo agroindustriale ed è impensabile governare il settore con imposizioni politiche di bassa lega che prescindono dalle richieste del mondo imprenditoriale - scrive Bertucco - La nomina di Sardelli non pesta i piedi soltanto al presidente della Camera di Commercio, pesta i piedi al buon senso che malgrado tutto continua ad albergare in questa città. Queste scelte tradiscono le promesse elettorali di Sboarina che aveva martellato al grido "fuori la politica dalle aziende". In Veronamercato come nelle altre aziende non si è visto nulla che abbia a che fare con la competenza, la meritocrazia e la professionalità e il rischio è di ritrovarsi tra non molto in una situazione simile a quella creata dalla Perbellini, risolta con il contributo della Camera di Commercio. Questa tornata di nomine si conferma una lotteria dalla quale escono vincitori, al di là dei meriti politici, il gruppo di Michele Croce, che porta a casa un numero di incarichi sproporzionato rispetto al modesto contributo elettorale, e il gruppo di Casali, che impone i suoi uomini in enti nevralgici come Consorzio Zai e Veronamercato, in aperta contrapposizione con il mondo imprenditoriale. Va infatti ricordato che anche Gasparato viene confermato con alle spalle una mozione di sfiducia dei soci privati mai discussa.

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