Nomina del direttore generale di Amt, Tosi: «Barini non ha detto il vero»

L'ex sindaco di Verona dice di aver svelato una menzogna pronunciata dal presidente dell'azienda partecipata alla commissione controllo del Comune. «Un fatto grave, inaudito e senza precedenti», per Tosi

Tosi e Barini

«Totale incapacità di gestione delle aziende partecipate». Questa l'accusa che l'ex sindaco di Verona Flavio Tosi muove nei confronti dell'amministrazione comunale che lo sta succedendo. E non c'è azienda controllata dal Comune di Verona che scampi della critiche di Tosi, neanche Amt. L'azienda guidata da Francesco Barini era finita sotto la lente di Tosi non solo per la gestione dei cantieri per la costruzione del filobus, ma anche per la nomina del direttore generale. Per l'ex primo cittadino, Barini avrebbe mentito ai membri della commissione controllo del Comune di Verona. «Un fatto grave, inaudito e senza precedenti da parte di un amministratore pubblico in sede istituzionale», ha commentato Tosi.

LA RICERCA DEL DIRETTORE GENERALE DI AMT. Sulla vicenda, Tosi aveva già insinuato dei dubbi. Secondo lui, Amt avrebbe creato un bando su misura per il candidato che poi ha vinto. Questo candidato, però, si è dimesso e al suo posto è subentrata la seconda classificata nella gara, Marina Meletti. A quel punto, il bando è stato revocato dal presidente Barini, il quale è stato poi convocato dalla commissione controllo per giustificare la revoca del bando.

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Barini ha accusato Adecco, l'agenzia che si è occupata della selezione, di aver lavorato male, sostenendo che proprio per questo Amt ha deciso di non pagarla - racconta Tosi - Io però ho trovato la fattura di pagamento di Amt ad Adecco e la collaborazione fattiva tra l'ente e l'agenzia nel processo di selezione, che è stato condiviso passo passo, dalle domande da porre ai candidati, allo screening degli stessi. Barini quindi non ha detto il vero per giustificare una revoca alquanto sospetta. Ora chiedo che il presidente di Amt torni in commissione e racconti finalmente la verità. L'attuale amministrazione si è riempita la bocca nel parlare di trasparenza nella gestione degli enti pubblici, ma è evidente che il caso Meletti è segno di grande opacità.

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