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Nuovo attacco di Tosi a Salvini: "È lui il voltagabbana, sul referendum solo frottole"

"Diversamente da Salvini, io ho sempre anteposto l'interesse del Paese e della comunità al mio personale e a quello della mia carriera politica - ha detto Tosi - per questo sfugge ai confronti televisivi diretti; il vero voltagabbana è lui e sul Referendum racconta solo frottole"

“Diversamente da Salvini, io ho sempre anteposto l'interesse del Paese e della comunità al mio personale e a quello della mia carriera politica: per questo sfugge ai confronti televisivi diretti; il vero voltagabbana è lui". È un'entrata a gamba tesa e piedi uniti, per dirla in gergo calcistico, quella che il sindaco di Verona a meno di due giorni dal fatidico appuntamento referendario di domenica 4 dicembre, ha sfoderato contro uno dei più accaniti sostenitori del "No", vale a dire il Segretario Federale ed ex compagno di partito nella Lega Nord Matteo Salvini.

"La sua storia politica (comunista padano ed antimeridionalista per antonomasia) lo dimostra - ha spiegato Flavio Tosi - Salvini, non avendo argomenti per sostenere il no al referendum sulla riforma costituzionale, ha sempre rifiutato i confronti televisivi diretti e cerca di confondere le idee, racconta frottole grossolane e parla d’altro come ha fatto fino ad oggi. Ma quello che rimarrà alla storia è che, lui, quando era già Segretario Federale della Lega Nord, ha condiviso il fatto che Calderoli fosse - come è stato - correlatore della Riforma Costituzionale insieme ad Angela Finocchiaro (PD), con la quale ha collaborato nella stesura del testo. Perché ricordo che questa riforma nasce dal Patto del Nazareno con l'accordo tra Renzi e Berlusconi, infatti Forza Italia la sostenne entusiasticamente al primo passaggio al Senato (alla prima votazione in aula non ci fu alcun voto contrario!)".

Argomentazioni queste che il Sindaco scaligero aveva già portato nel confronto televisivo di mercoledì scorso da Bruno Vespa, e che in effetti appaiono difficili da smentire, se non altro stando alla cronaca politica e agli atti parlamentari. Poi il primo cittadino veronese e segretario di "Fare!", è tornato ad attaccare direttamente Salvini: "Con altrettanta coerenza Salvini critica l’Unione Europea da cui percepisce oltre 15 mila euro al mese come parlamentare e, come risulta dagli atti, non fa nemmeno la fatica di essere presente alle sedute per adempiere al ruolo per cui è stato eletto e viene retribuito. Io invece, per continuare il mandato di Sindaco, mi sono dimesso subito dal Parlamento Europeo. Inoltre, mentre il sottoscritto prosegue con coerenza nelle proprie idee autonomiste e federaliste, Salvini modifica via via le sue posizioni, anteponendo sempre gli interessi del partito rispetto a quelli del Paese. Forse anche questo è uno dei motivi per i quali lui mi ha espulso dalla Lega dopo una militanza di 25 anni. D'altronde a Matteo Renzi nulla abbiamo chiesto e nulla abbiamo avuto in cambio del sostegno alla Riforma: il nostro voto, infatti, è sempre stato contrario alle innumerevoli fiducie richieste dal suo Governo: abbiamo dato il via libera alla Riforma della Costituzione solo perché, pur essendo migliorabile, va comunque verso la semplificazione, la riduzione dei costi della politica, la modernizzazione e la governabilità e quindi verso l'interesse del Paese”.

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