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Agsm, Flavio Tosi incalza: «Sboraina vuole svenderla al colosso A2A»

L'ex sindaco di Verona attacca l'attuale amministrazione: «Ho chiesto ufficialmente la convocazione del presidente di Agsm Daniele Finocchiaro in Commissione Controllo»

Agsm - Foto dalla pagina FB Flavio Tosi - Verona

Ho chiesto ufficialmente la convocazione del presidente di Agsm Daniele Finocchiaro in Commissione Controllo. L'intento è avere chiarimenti sul percorso di aggregazione dell'azienda. Perché non si vuole concludere quello già avviato e definito con Aim Vicenza? Perché l'amministrazione Sboarina vuole vendere quote di Agsm a un nuovo socio, cioè il colosso lombardo A2A, come si deduce anche dalla lettera di incarico conferito dalla nostra multiutility a Roland Berger? Il cda di Agsm si rende conto che a seguito dell’assorbimento da parte dei milanesi, le imprese del territorio veronese, chiamate oggi a lavorare per Agsm, verranno soppiantate da quelle lombarde? Che lo stesso avverrà per il management, come già avvenuto per esempio per Unicredit e per il Banco Popolare?

È l'ex sindaco di Verona Flavio Tosi, con un post pubblicato sulla propria pagina ufficiale, ad attaccare l'attuale amministrazione comunale, sulla strategia di crescita della partecipata scaligera. 

Mentre il percorso di fusione con la vicentina Aim poteva e potrebbe procedere immediatamente, trattandosi di due aziende a totale controllo pubblico, non si comprende come la cessione di una quota significativa ad A2A possa avvenire direttamente, aggirando la obbligatoria procedura di gara tra più operatori privati.

È ormai assodato che Sboarina sta compiendo un'operazione economicamente suicida per la città, svendere la nostra Agsm a Milano significa impoverire Verona e mettere a repentaglio l'attività di tante imprese collegate e posti di lavoro.

Anche il deputato veronese del Partito Democratico Vincenzo D'Arienzo, sembra concordare con l'analisi dell'ex primo cittadino scaligero. 

Il sindaco di Verona vuole chiudere un accordo tra AGSM e A2A, la multiutility di Milano quotata in Borsa e mega fornitore di energia, luce e gas. Sarebbe un accordo tra Davide e Golia dove a vincere, però, sarebbe certamente Golia.

AGSM non si consegnerebbe da sola nelle mani di A2A. Infatti, insieme con la omologa società vicentina AIM sta proseguendo la strada della fusione ed intanto, entrambe hanno dichiarato pubblicamente che la fusione conferirebbe loro una forza maggiormente competitiva e di prospettiva per il futuro, a patto che sia sostenuta dall’ingresso di un partner industriale nell’alleanza tutta veneta.

Sulla base di questa convinzione, che al momento è soltanto basata sulla volontà di andare in una certa direzione, hanno conferito incarico ad un advisor che sta studiando le possibilità di questa (s)vendita.

Da parte sua, a parole, A2A sarebbe interessata ad avere una partecipazione di minoranza.

La scelta che il sindaco sta portando avanti consentirà l’acquisizione di AGSM (in compagnia con AIM) da parte di A2A dopo una lenta agonia nel corso della quale la specificità dell’azienda veronese sarà sfiancata.

Scene già viste con la mai dimenticata Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno (e Ancona), poi con l’aeroporto e ancora più recentemente con il Banco Popolare.

Basterebbe una semplice calcolatrice, eppure Sboarina potrebbe trovarla sul suo cellulare, per calcolare cosa accadrà quando ci saranno investimenti da realizzare. Lo sbilanciamento tra le società è tale che AGSM/AIM potranno competere col colosso milanese solo cedendo a questi proprio capitale azionario.

Uno scenario futuro, ma sempre presente.

Questo è un tema sul quale possono cadere le amministrazioni. Di fronte a delitti simili ne varrebbe la pena.

A me pare che ci sia una visione subordinata ed inferiore agli altri. Anziché osare con partner analoghi per conquistare mercati, si preferisce farsi abbracciare dal più grande e più sicuro. Ma è un abbraccio mortale.

E’ sempre più insistente la voce che dietro questo favore ci sarebbe la Lega. E’ verosimile sia perché Sboarina è ostaggio dei leghisti sia per la centralità di A2A nella terra che sforna da sempre i capi del carroccio.

Verona, però perde e perde proprio a causa del suo sindaco.

Non consegniamo supinamente quel gioiello a Milano ed alla Lega, Sboarina cerchi partner industriali dello stesso livello – e ce ne sono diversi anche accanto a noi – in modo da garantire l’equilibrio di forze, unico motore per importanti margini di crescita nel libero mercato dell’energia.

Un nuovo gruppo industriale nel quale AGSM può essere pilastro centrale e non con un subordinato al più forte.

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