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Tommasi al Verona Pride, +Europa: «Finalmente!». Valdegamberi: «Non lo reputo opportuno»

L'annunciata presenza del primo cittadino alla manifestazione in programma sabato pomeriggio in città ha sollevato opinioni differenti, mentre il comitato organizzativo Pro Familia ha organizzato un presidio in piazza dei Signori

Come del resto era pronosticabile, la decisione del neo sindaco di Verona Damiano Tommasi di partecipare al Pride in programma questo sabato in centro, ha sollevato pareri discordanti all'interno della politica cittadina. 
Partecipazione annunciata nei giorni scorsi dagli stessi organizzatori della manifestazione, i quali l'hanno definita un «fatto storico», che aveva subito trovato il sostegno di due esponenti della sua coalizione, Bertucco e Benini, cui ha fatto seguito quello di Lorenzo Dalai, Giorgio Pasetto e Marco Vincenzi, di +Europa Verona

«Finalmente un Sindaco che assume posizioni chiare e inequivocabili - recita la nota diffusa e firmata dai tre -. Sui diritti civili Verona, dopo lunghi anni di oscurantismo omofobo, imbocca la strada per essere ai livelli di integrazione delle città europee più avanzate e moderne.
Il gruppo veronese di +Europa, il partito di Emma Bonino, che ha fatto della difesa e della promozione dei diritti civili la battaglia di una vita, fin dai tempi della stesura del programma elettorale di Rete! si è fortemente impegnata per portare al tavolo della coalizione i diritti civili. In particolare siamo orgogliosi di aver reso possibile, all'inizio dell'anno, il primo confronto dell'allora candidato sindaco Tommasi con le associazioni LGBTQIA+ veronesi.
Come ricordato da Damiano Tommasi lo scorso 17 maggio, in occasione della giornata internazionale contro l'omo-lesbo-bi-transfobia, il programma di Rete! prevede l'abolizione delle “mozioni omofobe” del 1995 e l'adesione del Comune alla R.EA.DY, la rete degli enti locali impegnati a prevenire e superare le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere».

Di diversa opinione il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, il quale si è rivolto al sindaco di Verona sostenendo che il Pride non aiuterebbe la comunità LGBTQ+ a rivendicare i propri diritti: «Caro Sindaco Tommasi, il buon senso e l'equilibrio dei montanari ci insegna che non è con le carnevalate e le offese volgari verso altri e i valori in cui credono che si aiutano gli omosessuali. Queste manifestazioni, a mio avviso, rischiano solo di acuire lo scontro, suscitando reazioni biasimevoli sul fronte opposto. Il rischio è di ghettizzare ancor di più le persone che invece chiedono più uguaglianza. Sono persone che hanno pari diritti e doveri degli altri. Certe manifestazioni più che offendere gli altri offendono loro stessi e non reputo opportuno che un primo cittadino si metta a capo di queste iniziative intrise di esibizionismo provocatorio. Serve un approccio diverso, di reciproco rispetto tra persone, indipendentemente dagli orientamenti sessuali, e non fomentare lo scontro».

Sempre sabato, alle 17.30 in piazza dei Signori, il comitato organizzativo Pro Familia ha organizzato un presidio «per chiedere alle istituzioni interventi concreti in aiuto alle famiglie veronesi.
Prima il Covid e ora gli aumenti delle materie prime e delle tasse anche a causa della guerra in Ucraina stanno mettendo in ginocchio i nuclei familiari che non riescono più a sostenere i costi elevati di beni e servizi di primari.
Servono subito atti mirati per supportare le famiglie, perno fondante della nostra società. Il sindaco Damiano Tommasi è invitato per ascoltare le richieste dei genitori e per garantire un impegno concreto come amministrazione. Saranno presenti al presidio il deputato Vito Comencini e l'avvocato Andrea Bacciga».

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