Evento annullato in Bra, Flavio Tosi attacca: "Amministrazione senza coraggio"

“Le manifestazioni ed i luoghi dove il terrorismo potrebbe colpire sono potenzialmente moltissimi, - argomenta Flavio Tosi - risulta quindi incomprensibile l'annullamento proprio del raduno delle auto d'epoca, tant'è che la decisione non è stata presa al Comitato per la Sicurezza e non risulta imposta dal Questore". Intanto annunciate nuove misure di sicurezza

Flavio Tosi (ph profilo Facebook)

L'evento "Quando l'auto saluta la musica" si sarebbe dovuto svolgere in piazza Bra domenica 27 agosto, ma per "ragioni di sicurezza" è stato annullato, alla luce anche dei recenti episodi di terrorismo che purtroppo continuano a colpire l'Europa. Ma non solo di questo si tratta, almeno secondo l'ex sindaco di Verona Flavio Tosi, il quale in una nota ha espressamente attaccato l'attuale amministrazione guidata dal suo successore Federico Sboarina e che vede quale assessore alla Sicurezza Daniele Polato.

Così, mentre dal Comune annunciano nuove imminenti misure di sicurezza (niente più commistione di pedoni e veicoli, a rischio la Caprino Spiazzi, la Mille Miglia etc.) per l'intero periodo dei concerti extra-lirica fino ad ottobre ed oltre, il segretario di Fare! non usa mezzi termini e attacca frontalmente l'amministrazione, spiegando che la decisione di annullare l'evento dedicato alle auto d'epoca è da attribuire alla "mancanza di coraggio" dell'attuale maggioranza che governa la città di Verona:

«Prendiamo atto della decisione dell'Amministrazione Comunale di annullare, tra l'altro con un solo giorno di preavviso, un prestigioso evento legato al mondo delle auto storiche ed alla musica. In considerazione del fatto che le manifestazioni ed i luoghi dove il terrorismo potrebbe colpire sono potenzialmente moltissimi, - argomenta Flavio Tosi - dalla stazione, alle vie del centro storico, i centri commerciali, supermercati, Casa di Giulietta, principali monumenti, mercati rionali, eventi sportivi, ecc. (l'elenco non sarebbe mai esaustivo) risulta incomprensibile l'annullamento proprio del raduno delle auto d'epoca, tant'è che la decisione non è stata presa al Comitato per la Sicurezza e non risulta imposta dal Questore».

A detta dell'ex sindaco, in sostanza, attribuire l'annullamento dell'evento a un "concreto rischio attentati a Verona" risulterebbe in questo senso errato e fuorviante. Il reale problema per il segretario di Fare! è piuttosto da ricercarsi nella "mancanza di coraggio" dell'attuale amministrazione che, a suo dire, avrebbe preferito cancellare l'evento piuttosto che "gestirlo con intelligenza":

«Non risponde alla verità dei fatti ed al buon senso, attribuire la causa al rischio di attentati, nel qual caso si dovrebbe annullare qualsiasi avvenimento, desertificare la città e chiudersi in casa, ma alla mancanza di coraggio dell'Amministrazione di assumersi responsabilità: risulta senz'altro più comodo e facile annullare un evento (tra i tantissimi previsti) che gestirlo con intelligenza.

Sarebbe stato il primo caso mondiale di autobomba con vetture d'epoca, i proprietari ed equipaggi delle quali sono ben noti ed impossibili da sostituire; se il pericolo invece risultasse dagli assembramenti degli spettatori, allora vale il ragionamento sopra specificato».

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Al di là delle dichiarazioni di Flavio Tosi, segretario di Fare! ed ex sindaco di Verona, una breve riflessione va certamente fatta sull'argomento: non vi sono allo stato dell'arte attuale concreti elementi che facciano pensare ad un'effettiva "allerta terrorismo" nella città di Verona, anche perché se così non fosse le precauzioni prese sarebbereo evidentemente insufficienti (cancellare un evento non impedisce a migliaia di turisti e cittadini di transitare ugualmente in Bra durante l'ultima domenica di agosto); ciò detto è chiaro dunque che, salvo vi siano sconosciuti elementi specifici presi in considerazione dall'amministrazione comunale relativamente all'evento annullato, la strategia di cancellare una manifestazione in pubblica piazza non può che lasciare basiti, ma sopratutto non può e, in un certo senso, non deve diventare una prassi per Verona, così come per nessuna altra città d'Europa impegnata nella difesa dalla violenza terrorista.

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