Terremoto regionali sulle Giunte veronesi

Le scelte del Governatore Zaia avranno ripercussioni sugli equilibri scaligeri

Terremoto regionali sulle Giunte veronesi
Dopo le elezioni regionali nel centrodestra i nuovi eletti vanno a Venezia e lasciano il caos a Verona. Peraltro sono in scadenza molte 'poltrone' pesanti negli enti e dunque al fame di 'careghe' si fa feroce; i nuovi pesi elettorali minano la stabilità degli equilibri interni al centrodestra. Alla faccia della competenza, per la scelta degli amministratori si va a caccia della poltrona più appetitosa, quella che può rendere più voti al prossimo giro.
 
Ma nella attuale confusione alcuni punti sono fermi. Zaia dimezza Verona nella Giunta regionale passando da 4 a 2 assessori. Massimo Giorgetti passa dai lavori pubblici all'agricoltura spezzando la filiera leghista che andava dalla Provincia fino al Ministero; ora per prendere voti dovrà alle sagre e non potrà più staccare assegni con i soldi dei cittadini veneti. Luca Coletto sostituisce Sandro Sandi alla sanità. Sandri ha preso troppo pochi voti per essere confermato mentre Coletto, che non ne era neanche candidato, pare con la buona parola del Sindaco, vola dalla Provincia dove era assessore all'ambiente alla Sanità regionale.

Come ben detto sul Corriere di Verona si è fatta attenzione ad ogni variabile, fuorchè alla competenza. Altre certezze sono che Tosato e Bendinelli, tra i consiglieri più votati, restano a bocca asciutta a causa di accordi pre-elettorali. In Provincia, ed in Comune ancor di più, per gli assessorati rimasti orfani dei titolari le indiscrezioni sui sostituti sono ancora premature per cui meglio attendere. Tuttavia una cosa è certa, chi resta a Verona, come l'assessore Comunale Enrico Corsi è infuriato perchè mentre lui lavorava, altri facevano campagna elettorale. Forse i temi che ha portato avanti, come la filovia a gasolio e senza fili o il famigerato traforo delle Torricelle, non hanno convinto i cittadini veronesi che infatti gli hanno preferito altri candidati.

Chi vivrà vedrà e forse l'attività amministrativa non subirà contraccolpi, ma se uniamo tutto questo con la miserevole girandola di 'careghe' degli enti economici a partecipazione pubblica, credo che i cittadini si aspettassero qualcosa di più dalle forze politiche che hanno votato a maggioranza. E chissà, se l'avessero saputo prima, forse sarebba andata diversamente.
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