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Terremoto post nomine vertici del Pdl a rischio

Terremoto post nomine vertici del Pdl a rischio

Terremoto post nomine vertici del Pdl a rischio

Le scelte del sindaco Tosi mettono in crisi i coordinatori del partito di maggioranza

Sciolto il nodo relativo alle nomine dei vertici degli enti municipalizzati, a palazzo Barbieri si presenta un nuovo problema: la doppia spaccatura tra i vertici cittadini e provinciali del Pdl con il gruppo consiliare di Forza Italia e con l’alleato Lega Nord, nella veste del sindaco Flavio Tosi. Nella scelta delle nomine, infatti, il primo cittadino ha seguito la linea tracciata all’interno del Consiglio comunale da parte del gruppo di Forza Italia, preferendo i nomi proposti da questo a quelli avanzati dal coordinatore cittadino Massimo Giorgetti, dal vice Giancarlo Conta, dal deputato Aldo Brancher, che è il coordinatore provinciale, e dal suo vice Stefano Bertacco. Per quanto riguarda il gruppo di Alleanza Nazionale, invece, il sindaco ha accolto le indicazioni del partito.

A caldo, sia Giorgetti che Conta non hanno mandato giù le scelte del sindaco facendo sapere che, d’ora in poi, i rapporti tra Pdl e Lega non saranno più gli stessi. Ma guai a parlare di crisi della Giunta Tosi, perché, fanno sapere i coordinatori, la maggioranza non è a rischio. Certo è che qualcosa, nel rapporto tra i due partiti di maggioranza, si è rotto. Giorgetti e Conta hanno parlato anche di delegittimazione del partito, perché i vertici non sono stati presi in considerazione né dal sindaco, né tanto meno dai consiglieri comunali in forza al Pdl.

Nessuno esce delegittimato dalle nomine – ha chiarito il capogruppo di Forza Italia a palazzo Barbieri Salvatore Papadia -. Si è ricercata e si è trovata l’unità del gruppo consiliare. Sette consiglieri su sette di Forza Italia sono stati d’accordo sulla scelta dei nomi, si è quindi arrivati a quell’unanimità richiesta dal partito stesso”. Secondo il presidente del Consiglio Comunale Pier Alfonso Fratta Pasini, ex Forza Italia, la posizione tenuta oggi su alcuni quotidiani locali da parte del coordinatore Giorgetti “è di grande responsabilità perché apre ad un confronto all’interno del Pdl e perché così si possono considerare le prerogative di tutti”. Un confronto pieno tra vertici del Pdl e gruppi consiliari che sembra fino ad oggi sia mancato.

“Il gruppo di Forza Italia – ha proseguito Fratta Pasini - avrebbe dovuto avere maggiore considerazione da parte del partito proprio per l’attività all’interno del consiglio e per il rispetto del partito tenuto in questi anni. Nel momento in cui il gruppo consiliare ha trovato il giusto equilibrio il partito avrebbe dovuto tenere in considerazione le sue scelte e partire dalla base del Consiglio comunale per fare le sue proposte. Anche perché non c’è nessun dubbio sulla lealtà del gruppo di Forza Italia nei confronti del partito”.

E proprio in questi giorni, infatti, dovrebbe formalizzarsi il gruppo unico del Pdl all’interno del Consiglio comunale, gruppo che accoglierà i sette consiglieri ex Forza Italia e i sei ex Alleanza Nazionale. “Il gruppo unico del Pdl non è formalizzato ufficialmente – ha aggiunto Fratta Pasini -, ma è come se lo fosse. I gruppi di Fi e An lavorano già da tempo con spirito di condivisione e collaborazione. Credo che la formalizzazione sia solo questione di giorni”. Il capogruppo di An in Comune Ciro Maschio va oltre le polemiche e guarda al futuro: “Auspico che si trovi il modo di trovare compattezza come partito, in modo da portare un’azione politica più efficace sul territorio”.


A questo punto la domanda è lecita, come si rapporterà il nuovo gruppo unico del Pdl con i vertici del partito? All’interno di palazzo Barbieri è stato creato un precedente che potrebbe ripetersi anche in futuro, cioè quello prendere decisioni importanti, come ad esempio questa sulle nomine, senza considerare i vertici del Pdl. Consiglio comunale e sindaco, infatti, hanno fatto blocco unico ed hanno, in qualche modo, scavalcato i coordinatori locali. Questo apre le porte ad un possibile riassestamento degli equilibri all’interno del partito stesso, il quale potrebbe decidere di sostituire i vertici con personalità più in linea con le decisioni del gruppo consiliare unico.

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