«Analisi costi-benefici» del Tav, Rotta: «Grandi opere sacrificate per reddito di cittadinanza»

La deputata Dem Alessia Rotta attacca il governo sul tema Tav: «Salvini spieghi alle piccole e medie imprese del Nord - ha dichiarato l'esponente Pd - che il governo vuole bloccare gli investimenti pubblici che danno lavoro e reddito per poter pagare il reddito di cittadinanza»

La deputata veronese del Pd Alessia Rotta

Il Tav sarà inserito fra le opere che verranno sottoposte alla rigorosa analisi costi-benefici del Ministero delle Infrastrutture. Lo ribadiscono i parlamentari e i consiglieri regionali veneti del Movimento 5 Stelle e la conferma arriva anche dalla nota al Def, nella quale sono pubblicati alcuni passaggi espliciti in questo senso.

A pagina 73 del documento si legge: «Il Governo inoltre ribadisce la sua intenzione di portare a compimento gli investimenti strategici seguendo standard rigorosi di efficienza e, a questo scopo, intende sottoporre a una rigorosa analisi costi-benefici e a un attento monitoraggio le grandi opere in corso (i.e. …il collegamento tra Brescia e Padova…)». E ancora a pagina 73: «Nel trasporto ferroviario il completamento dell’alta velocità può essere coerente con la manutenzione delle infrastrutture esistenti attraverso innovazioni tecnologiche che consentano di diminuire i tempi di percorrenza sulle medie distanze».

«Nella nota al Def viene riportato quello che come Movimento 5 Stelle diciamo da sempre – fanno sapere in una nota i parlamentari e i consiglieri regionali veneti del Movimento 5 Stelle – ovvero che bisogna potenziare la rete ferroviaria esistente, in modo da avere in tempi brevi l’alta velocità in tutto il corridoio della pianura padana con costi ridotti rispetto al progetto attuale e un minore impatto ambientale».

Meno entusiasmo invece è stato espresso dalle opposizioni, in particolare dal Partito democratico: «Crescita e sviluppo non interessano al governo, che sta usando la valutazione costi-benefici, esistente da trent’anni, per mascherare le divergenze su un asset strategico per il Paese». A dichiararlo è stata Alessia Rotta, vicepresidente dei deputati del Pd, replicando all’esponente del Ministero dei Trasporti chiamato a rispondere all’interpellanza della stessa deputata veronese.

«Si confermano i sinistri presagi sulla tratta TAV Brescia-Verona. Dopo che il ministro Toninelli aveva comunicato che la verifica sulla tratta potrebbe portare alla cancellazione dell’opera, oggi - spiega la deputata Dem Alessia Rotta - il sottosegretario Dall’Orco fa sapere che non ci sarà una risposta prima di dicembre e che comunque l’obiettivo non sarà investire sulle opere future, ma sulla manutenzione dell’esistente. Non valgono a nulla, dunque, le decisioni del consiglio regionale del Veneto che impegnava la giunta a intervenire con il governo per il completamento della Tav e ad assicurare, senza ulteriori ritardi, il proseguimento dell’iter per il quadriplicamento della linea. Di quale autonomia veneta parliamo allora? Fermare la Brescia-Verona - sottolinea l'On. Alessia Rotta - significa affossare tutto il corridoio ferroviario 5 ed anche il percorso verso il Brennero, sarebbe la morte per il futuro della logistica veronese. Capisco che il Ministro Toninelli è convinto che a risolvere il problema c’è il tunnel del Brennero, tuttavia, restano le nostre preoccupazioni e quelle dei cittadini del Nord est».

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«Se per Di Maio la decrescita infelice è il programma di governo, sorprende che Salvini sia disposto a sacrificare sull'altare della sua ambizione personale non gli interessi del Paese, ma anche quelli del suo elettorato di riferimento. Salvini spieghi alle piccole e medie imprese del Nord che il governo vuole bloccare gli investimenti pubblici che danno lavoro e reddito per poter pagare il reddito di cittadinanza. Il governo - conclude polemicamente la deputata Pd Alessia Rotta - sta allontanando gli investitori e sta minando la credibilità del Paese mostrando che contratti e accordi sono carta straccia. È anche sulle grandi opere infrastrutturali che si misura la capacità Paese di crescere e creare lavoro».

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