Tav Brescia-Verona, M5S spera in cambiamenti significativi del progetto

La deputata veronese Francesca Businarolo: «Tutto verrà studiato attentamente per tenere insieme le compatibilità economiche e ambientali». Ma il PD continua ad attaccare il Governo

Foto di repertorio

Sono certa che tutto verrà studiato attentamente per tenere insieme le compatibilità economiche e ambientali che abbiamo sempre invocato.

Una certezza che suona anche come una speranza quella esternata dalla deputata del Movimento 5 Stelle Francesca Businarolo. La parlamentare veronese è sempre stata contraria alla Tav Brescia-Verona-Padova, ma non che dar credito all'attuale Governo di cui i 5 Stelle fanno parte. Un Governo che, secondo Businarolo, «ha reso noto che sono allo studio le soluzioni migliori per rendere più sostenibile ed efficiente possibile un'opera ereditata dal passato, ma che può ancora essere modificata in modo significativo».

L'auspicio di Businarolo è i cambiamenti al progetto dell'Alta Velocità in Veneto siano molto significativi ed è lo stesso auspicio espresso da trentacinque amministratori locali del Movimento 5 Stelle, i quali con una lettera hanno detto chiaramente che il loro mandato risulterebbe tradito se la Tav Brescia-Verona non venisse modificata. Nel frattempo, «aspettiamo di conoscere l'analisi costi-benefici e gli adeguamenti chiesti dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), sulla base delle segnalazioni dei territori, alla Cepav Due, l'azienda che ha vinto la gara per la realizzazione del primo lotto - conclude Businarolo - Si tratta di importanti, e numerose, modifiche al progetto che riguardano ambiente, viabilità, economia del territorio. La questione è aperta, a noi il compito di continuare a presidiare i nostri territori affinché le opere rispettino la nostra salute e il nostro ambiente»

Ma questi "adeguamenti" citati dalla parlamentare 5 Stelle non sarebbero altro che una foglia di fico, secondo i consiglieri regionali del Partito Democratico Stefano Fracasso e Orietta Salemi. «Le prescrizioni sono note da tempo e naturalmente il progetto esecutivo dovrà tenerne conto - hanno scritto Fracasso e Salemi - Agitare ancora questi pseudo elementi ostativi come spauracchio per bloccare l'opera, non ha niente a che fare con l'analisi costi-benefici, a tutt'oggi nel cassetto del ministro Toninelli e che invece vorremmo proprio vedere. I costi veri della confusione gialloverde li pagano quotidianamente i pendolari nella tratta Verona-Vicenza-Padova, dove i treni regionali devono mettersi in coda rispetto ai Frecciarossa o ai Frecciabianca. E se il treno veloce è in ritardo, i pendolari sono costretti ad aspettare. Il potenziamento tecnologico dell'attuale linea è già stato fatto con il ministro Delrio e oggi la linea è satura. Una mobilità che guardi alla sostenibilità ambientale e al futuro non può che passare per il quadruplicamento dei binari».

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