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Per aiutare il comparto turistico a Verona il Pd chiede di eliminare l'imposta di soggiorno

«Si tornerà a tassare il turismo quando il turismo riprenderà e la pandemia sarà finalmente sotto controllo», spiegano gli esponenti dem a palazzo Barbieri La Paglia, Benini e Vallani

«Con i servizi di trasporto ridotti, il marketing territoriale sospeso, i teatri, le grandi manifestazioni e gli stessi musei chiusi ormai da mesi, far pagare la tassa di soggiorno ai pochi turisti in visita a Verona è semplicemente anacronostico e fuori dalla realtà». Ad affermarlo in una nota condivisa sono i cosiglieri comunali a palazzo Barbieri per il Partito democratico Elisa La Paglia, Federico Benini e Stefano Vallani. Gli stessi esponenti dem quindi proseguono: «Chiediamo dunque che l’amministrazione porti a zero il valore di questa tassa la cui applicazione non è obbligatoria per i Comuni, così da restituire un po’ di competitività alle nostra strutture ricettive e una piccola boccata d’ossigeno ai tanti titolari che da un giorno all’altro si sono visti vanificare i propri investimenti dalla pandemia trovandosi con un giro d’affari di fatto azzerato».

La soluzione proposta dai conglieri dem è molto semplice, vale a dire rimuovere di netto l'imposta di soggiorno che non risulta essere obbligatoria, ma che i cosiddetti Comuni classificati come località turistica o città d'arte hanno la facoltà di istituire. Così si esprimono nella medesima nota Elisa La Paglia, Federico Benini e Stefano Vallani: «Come fare? Semplice: così come l’ha istituita il Consiglio comunale la tolga, oppure aggiorni l’importo a valore zero. Si tornerà a tassare il turismo quando il turismo riprenderà e la pandemia sarà finalmente sotto controllo. L’unica avvertenza - concludono Elisa La Paglia, Federico Benini e Stefano Vallani - riguarda i ristori che il Comune riceve dal governo per i mancati introiti sulle tasse locali: si costituisca allora un tavolo tecnico coinvolgendo anche le categorie economiche nell’ambito nel quale confrontare i benefici di azzeramento della tassa di soggiorno con la possibilità di restituire al comparto sotto forma di servizi nuovi o aggiuntivi la quota di ristori afferenti alla tassa stessa». 

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