Targa ai «Martiri delle Pasque Veronesi». PD: «Spreco di soldi pubblici»

Per l'assessore Nicolò Zavarise, l'inaugurazione è stata «un risultato importante per l'identità e la tradizione veronese», ma i consiglieri comunali democratici disapprovano

Inaugurazione della targa

Cerimonia spartana e rispettosa delle restrizioni anti-Covid, quella con cui ieri, 31 ottobre, è stata inaugurata la lapide da poco posizionata sulla facciata dell'ex liceo Messedaglia ed intitolata ai «Martiri delle Pasque Veronesi».

Oltre al segretario del comitato Pasque Veronesi Maurizio Ruggero, erano presenti anche il presidente della Provincia Manuel Scalzotto, gli assessori comunali Filippo Rando e Nicolò Zavarise, i deputati Vito Comencini e Paolo Paternoster ed il consigliere regionale Enrico Corsi.
«Dopo 223 anni viene resa giustizia ai condannati a morte delle Pasque Veronesi, la grande insorgenza antinapoleonica che infiammò Verona tra il 17 e il 25 aprile 1797 - ha dichiarato Zavarise - Un risultato importante per l'identità e la tradizione veronese, nei confronti di un passaggio storico che troppo spesso viene trascurato».
L'assessore Rando ha ringraziato gli organizzatori «che dedicano tempo ed impegno per ricordare un momento così significativo per la storia della nostra città».

«Uno spreco», invece, per i consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani, i quali hanno chiesto: «Quanto è costata questa ennesima messa in scena, tenendo anche in conto che l'occasione è stata usata dai tradizionalisti per promuovere la vendita della bandiera contarina realizzata con i soldi di Agsm e delle partecipate veronesi? Conoscendo l'assessore Rando, largo di manica con i soldi dei cittadini, ci domandiamo inoltre se abbia elargito contributi anche a questi gruppi e chiediamo al sindaco se non prova imbarazzo a sperperare soldi pubblici in questa situazione di crisi sociale, economica e sanitaria, con migliaia di famiglie e di imprese in difficoltà. Sarebbe poi doveroso capire se prima di apporre una targa sulla pubblica via, il Comune abbia verificato la ricostruzione dei fatti realizzata dai tradizionalisti dal punto di vista storico-scientifico. Chiediamo se è questo il modo di costruire una memoria collettiva per la città o se sia soltanto l'ennesima occasione di sperpero di denaro pubblico, in barba all'emergenza economica e sociale in corso, per foraggiare e omaggiare ambienti border-line, dichiaratamente contrari alla Repubblica e alla democrazia italiana ma vicini ad alcuni capi-bastone leghisti».

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