Centro commerciale alla Cercola, Tar: «Revoca motivata male, da rifare»

Accolto il ricorso della società che presentò il progetto cancellato dall'attuale amministrazione comunale. Bertucco attacca: «Mix micidiale di impreparazione, furbizia e incapacità»

La Cercola

Nel giugno 2017 era stato approvato dall'amministrazione Tosi. Nel dicembre 2017 era stato bloccato dall'amministrazione Sboarina, la quale dopo quattro mesi lo aveva tolto definitivamente dalla programmazione urbanistica di Verona. È il progetto del nuovo centro commerciale che sarebbe dovuto sorgere nella località La Cercola, in zona San Michele Extra: un'area commerciale di oltre 24mila metri quadrati, con aggiunta di altri 20mila di residenziale e di quasi ottomila di terziario; il tutto costruito in un'area agricola di 200mila metri quadrati.
Un progetto che sembrava scomparso dal prossimo futuro dei cittadini di Verona Est, i quali avevano espresso contrarietà all'ennesimo centro commerciale. E invece il Tar ha accolto il ricorso della società che presentò il pua (piano urbanistico attuativo) cancellato dall'attuale amministrazione comunale. Il tribunale ha giudicato troppo deboli le motivazioni alla base del provvedimento amministrativo che ha di fatto annullato gli effetti del pua. Il progetto, quindi, è tornato valido e lo sarà fin a quando l'amministrazione non presenterà, come già annunciato, un nuovo provvedimento di revoca meglio motivato.

L'annuncio di una nuova revoca meglio motivata non ha scudato l'amministrazione Sboarina dagli attacchi dell'opposizione, in particolare del Partito Democratico e del consigliere comunale Michele Bertucco, i quali con forza si erano opposto al progetto. «Il Tar non ha messo in discussione la possibilità o il diritto del Comune di annullare il piano urbanistico attuativo già deliberato e confermato dalla precedente amministrazione Tosi - riconosce Bertucco - Sostiene tuttavia che l'amministrazione avrebbe dovuto motivare meglio le ragioni di interesse pubblico che avevano orientato tale scelta, dal momento che nel frattempo si era formato anche in capo al privato il diritto a vedere adempiere agli impegni presi con l'amministrazione. Insomma, la rimessa in gioco della Cercola è il risultato di un mix micidiale di impreparazione, furbizia e incapacità contrario agli interessi della nostra città».
Il consigliere comunale PD Stefano Vallani ed il consigliere PD in settima circoscrizione Carlo Pozzerle temono, inoltre, che la decisione del Tar ritardi la realizzazione del parcheggio scambiatore per il filobus. «Siamo di fronte all'ennesimo fallimento dell'amministrazione Sboarina - commentano Vallani e Pozzerle - In attesa di un nuovo provvedimento adeguatamente motivato, l'assessore Ilaria Segala dovrebbe tirare le somme dell'inconcludenza del suo mandato e assumere le decisioni conseguenti».

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