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Tamponi rapidi e varianti virus, i dubbi del Pd: «Controproducenti senza certezze efficacia»

«I tamponi rapidi, senza avere certezze sull’efficacia rispetto alle varianti, rischiano di essere controproducenti, come già accaduto lo scorso dicembre», affermano i consiglieri dem della Regione Veneto Francesca Zottis, Anna Maria Bigon e Jonatan Montanariello

«Con i contagi in crescita a causa delle varianti, vogliamo sapere se i tamponi rapidi sono ancora efficaci per il tracciamento. La Regione ci ha investito molto, ma in questa nuova fase non abbiamo certezze: adesso vogliamo vedere i dati per capire se ha senso insistere o se è necessario cambiare strategia». È quanto chiedono le consigliere regionali del Partito Democratico Francesca Zottis e Anna Maria Bigon, rappresentanti dem in commissione Sanità, insieme al collega Jonatan Montanariello, evidenziando le preoccupazioni per una situazione in rapida e continua accelerazione anche in Veneto.

«Siamo tornati in zona arancione e si inizia a chiudere le scuole, da settimane principale fonte di contagio secondo Zaia. Il sistema veneto è saltato - affermano in una nota congiunta Francesca ZottisAnna Maria Bigon e Jonatan Montanariello - ed è difficile scaricare le responsabilità su altri, basti vedere la vicenda dei vaccini, siamo una delle ultime Regioni per somministrazioni. Per quanto riguarda i tamponi rapidi, in questo momento rischiano di non essere uno strumento di efficace tracciamento del virus e quindi di contenimento, andando oltretutto ad appesantire il sistema sanitario, già in forte difficoltà per mancanza di personale».

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La consigliera regionale in Veneto del Pd Anna Maria Bigon

I consiglieri veneti del Pd insistono dunque sul tema dei tamponi, suggerendo che l'impiego di quelli cosiddetti "rapidi" rischi di risultare poco consono all'attuale situazione che vede il diffondersi di varianti del virus: «La situazione sta degenerando - affermano Francesca ZottisAnna Maria Bigon e Jonatan Montanariello - e la Regione ha deciso di accelerare con la stretta sulle scuole, chiudendole da giovedì nei distretti del Veneto Orientale, dell’Alta Padovana e di Asolo. Non mettiamo in discussione la necessità di queste scelte, rientra nelle facoltà dei presidenti di Regione come stabilito dal Dpcm, i numeri parlano chiaro. Restiamo però perplessi sulla bontà di alcune decisioni e soprattutto sulla mancanza di un reale piano di rilancio della sanità territoriale, ora in ginocchio. I tamponi rapidi, senza avere certezze sull’efficacia rispetto alle varianti, rischiano di essere controproducenti, come già accaduto lo scorso dicembre».

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