Da Roma soffia vento di austerity: gli onorevoli scaligeri favorevoli al taglio degli stipendi

I rappresentanti delle coalizioni di centrodestra e centrosinistra si sono detti d'accordo con la scelta di Grasso e Boldrini, ma quando si vedranno i reali cambiamenti nei costi della politica?

Alberto Giorgetti

La prima riunione dei capigruppo di Camera e Senato ha portato con sé un annuncio importante: i due nuovi presidenti, Grasso e Boldrini, hanno infatti deciso di tagliare i propri stipendi del 30%. E lo hanno fatto indicando la priorità assoluta di ridurre da subito i costi della politica con l'obiettivo di un risparmio graduale fino al 50% delle attuali spese. In particolare con una stretta su rimborsi e consulenze e con la riduzione degli stipendi dei dipendenti da discutere con i sindacati. In quest'ottica di austerità e risparmio, abbiamo provato a contattare i rappresentanti scaligeri nella Capitale, chiedendo loro cosa ne pensano e se le loro coalizioni intendono seguire l'esempio di Grasso e Boldrini.

PROGRAMMA STABILITO - Per il deputato del Pd Gianni Dal Moro il problema non si pone: "Tra le proposte del Partito Democratico c'è da sempre la questione degli stipendi della classe politica, non è certo una novità. Nell'agenda che la coalizione di centrosinistra sta portando avanti abbiamo proposto di equiparare i compensi dei parlamentari a quelli dei sindaci cittadini, che riteniamo equi e sufficienti anche per la classe politica romana. Siamo quindi assolutamente favorevoli a qualsiasi taglio della spesa che riguardi la classe politica e non possiamo che apprezzare la decisione dei nuovi presidenti delle Camere". Interrogato su quanto, allo stato attuale delle cose, possa aver pesato l'insistenza su questo tema del Movimento 5 Stelle, Dal Moro risponde seccamente: "La nostra è un'agenda stabilita già da tempo, noi non ci facciamo dettare la nostra linea politica da nessuno, neppure da Grillo".

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OCCHIO SUI MAGISTRATI - Anche per Alberto Giorgetti, a Roma per il Pdl, la scelta dei neo eletti presidenti è da guardare con favore, ma il membro del centrodestra solleva anche altri problemi: "Siamo assolutamente favorevoli ai tagli ai costi della politica, ma un conto è dire le cose, un'altro è metterle in pratica, vedremo quindi come verrà trovato il punto d'accordo". Giorgetti non risparmia le frecce, e tira subito in direzione della magistratura: "Grasso comunque ha dichiarato di voler tagliare il 30% del suo stipendio, ma ha parlato solo del suo nuovo incarico. Non ha citato, invece, la sua pensione da magistrato, quella non verrà tagliata? Si fa tanto parlare dei tagli alla politica, ma nessuno tira mai in ballo la magistratura, una casta che negli ultimi anni ha visto sistematici aumenti di potere e di compensi. Dovremmo usare la forbice anche lì se vogliamo un Italia equa".

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