Domenica, 17 Ottobre 2021
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Tagli alle Partecipate comunali? Verona Pulita: "Finora hanno tagliato ben poco"

La "riforma Madia" prevista dal Governo colpirebbe anche le aziende con quote comunali, limitando il loro numero sul territorio e le loro spese di gestione. Comune e Provincia quindi vorrebbero buttarsi avanti ma il movimento di Croce dubita delle loro intenzioni

La "spending review" prevista dal Governo con la "riforma Madia" potrebbe toccare anche le aziende partecipate comunali. Per ora si tratterebbe solamente di un'indiscrezione l'idea di portarle da 8mila a mille sul suolo nazionale, sostituendo i Cda con amministratori unici e accorpando le società più piccole. Anche l'amministrazione comunale di Verona e la Provincia meditano quindi di correre ai ripari, assecondando i tagli annunciati dalle previsioni. 
Chi però resta titubante sull'operato del Comune è il movimento Verona Pulita, creato dall'ex presidente Agec Michele Croce, che rivendica non solo la paternità dell'ipotesi di questa spending review ma esprime dubbi sulle reali intenzioni della maggioranza. 

Apprendiamo dai giornali che in Consiglio Comunale si “proverà a tagliare sulle partecipate”, tema a noi caro come già scritto da tempo nel libro dell’avv. Michele Croce “La rivoluzione dei veronesi” (in vendita già nelle migliori librerie della città e dal 18 gennaio in tutte le edicole di Verona). Secondo i dati pubblicati sulla sezione amministrazione trasparente dei siti web delle aziende controllate e tratti dai bilanci approvati, ogni anno si risparmierebbero circa 3,5 milioni di euro l’anno, solo con i tagli dei Cda e dei direttori generali, con-direttori, vice-direttori (90 poltrone), sostituendoli con l’amministratore unico.

Purtroppo il Comune ha tagliato ben poco, se non niente, perché la “caregheta” porta soldi e futuri voti (dicesi clientelismo).

Unica voce fuori dal coro Antonio Pastorello “ … la misura ci vede totalmente favorevoli…”: siamo molto lieti che il Presidente della Giunta Provinciale condivida la nostra posizione, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e noi lo attendiamo alla prova dei fatti.

Non possiamo non registrare infine il doppiopesismo dei lista tosiani, che in consiglio provinciale surrogano il condannato Nicoli con un nuovo consigliere provinciale, mentre in consiglio comunale glissano, spostano il consiglio a data da fissarsi, nella speranza che i giudici sospendano l’applicazione della legge Severino ed impediscano a Gaetano Iannuzzi – amico di Michele Croce e di Verona Pulita – di subentrare.

Forse la Provincia vale meno del Comune per Tosi e il suo gruppo?

Oppure in Comune Tosi non ha più i numeri per governare e Gaetano Iannuzzi è visto come la peste bubbonica, al di là delle frasi di circostanza?

Lo sapremo molto presto.

Ufficio stampa

Verona Pulita

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