Surf sull'Adige, sì della Soprintendenza. M5S: «Ripensare al ruolo del fiume»

Il consigliere comunale Alessandro Gennari: «C'è un altro progetto che potrebbe essere percorso. Una serie di piccole cabine trasparenti che corrono su una rotaia elettrica fissata sui muraglioni dell'Adige»

Foto di repertorio

Anche dopo il via libera della Soprintendenza e del Genio Civile, continuano ad esserci perplessità sul progetto di installazione di un impianto di onde artificiali sull'Adige dopo la dige del Chievo. L'idea è del Canoa Club e del Comune di Verona e porterebbe già dal mese di aprile alla creazione di una zona sul fiume in cui praticare il surf.

Per la Soprintendenza, l'impianto non pregiudicherebbe la bellezza paesaggistica dell'Adige, ma già il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco aveva espresso tutta la sua contrarietà. E a Bertucco ora si aggiunge il Movimento 5 Stelle, con il consigliere comunale Alessandro Gennari che boccia il progetto, ma invita anche a «ripensare al ruolo del nostro amato Adige».

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È un'arteria importante che attraversa la città e può rappresentare un mezzo come ci insegna la storia - scrive Gennari - Se di progetti futuribili si parla, potremmo ripensarlo in modo organico rendendo collegati e fruibili gli argini e non solo in alcuni tratti, ma dalla diga del Chievo fino a quella del boschetto. Una bella pulizia ed interventi in linea con la storia ed il paesaggio nel rispetto del territorio.
C'è un altro progetto che potrebbe essere percorso. Una proposta sicuramente coraggiosa ma con un forte impatto sulla qualità della vita per tutta la cittadinanza. Una serie di piccole cabine trasparenti che corrono su una rotaia elettrica fissata sui muraglioni dell'Adige. Collegando tra loro i ponti della nostra bella Verona creeremmo un collegamento di tutta la città con corse frequenti per il trasporto delle persone, senza emissioni e godendosi la meraviglia davanti ai nostri occhi da un punto di vista totalmente unico. Altro che filobus.

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