Politica e sponsorizzazioni, scontro tra i consiglieri comunali Benini e Velardi

Funivia di Malcesine, presieduta da Polato (Forza Italia), ha sponsorizzato un evento organizzato dalla società di Velardi, suo compagno di partito. Il consigliere PD: "Una caduta di stile"

Sponsor evento Rokkaforte

Si è tenuto sabato 9 e domenica 10 giugno al castello di Villafranca l'evento Rokkaforte, organizzato dall'agenzia di eventi Fams, di cui il consigliere comunale veronese Andrea Velardi, detto Macario, è socio. Tra gli sponsor di questo evento figurava anche la Funivia di Malcesine - Monte Baldo, presieduta da Daniele Polato. Niente di male, verrebbe da pensare, ma il consigliere comunale del PD di Verona Federico Benini ha voluto far notare che Velardi e Polato sono membri dello stesso partito, Forza Italia.

Comunque la si voglia vedere appare quantomeno inopportuno un rapporto di sponsorizzazione o meglio di acquisto di spazi pubblicitari tra compagni di partito - ha detto Benini - Prendo atto delle spiegazioni telefoniche già fornite al sottoscritto da Polato il quale, pur essendo in scadenza, sostiene di essere estraneo al procedimento. Continuo tuttavia a considerare questi intrecci una caduta di stile del tutto evitabile, considerato anche il fatto che non si tratta di un evento benefico ad ingresso libero.

Ed è lo stesso Andrea Velardi a definire "infinita" la sua lettera con cui replica al consigliere Benini. Un lungo messaggio in cui si leggono epiteti non certo leggeri rivolti al consigliere PD, definito un "buffone che si dovrebbe vergognare".

La verità che conta è che il contratto di pubblicità fatto da Funivie di Malcesine a Fams Srls di cui sono socio al 50% è normalità quando si imprende seriamente e professionalmente, senza alcun conflitto d'interesse e senza alcun favoritismo - scrive tra le altre cose Velardi - Già in passato Funivie ha scelto dei miei progetti per farsi pubblicità. Quando Funivie sponsorizzò il Movieland Music Festival sul Garda si fece conoscere da 4.200 giovani che l'unica cosa che sapevano esser di Malcesine era la Stube. Ho chiesto in passato, ho chiesto nel presente e continuerò a chiedere in futuro tramite miei progetti contratti di pubblicità ad enti pubblici e privati che vogliano rendersi visibili. È un mio diritto come di chiunque altro eserciti la mia professione. Nessuna "parentopoli" da partito di carta, nessuna incongruenza, nessun lato oscuro ma pura e sana meritocrazia. Non ho scheletri nell'armadio, potrei esser intercettato serenamente, e seguito pure. Anzi se devo dirla tutta, in passato sono stato penalizzato proprio per colpa di quelli come lei, che sparano nel mucchio e che, con ignobili dietrologie minano alla trasparenza e all'onestà delle persone.

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