Spettacoli in Arena, Comencini (Lega): «Dal governo uno schiaffo al mondo della cultura»

«È grave che il governo non abbia raccolto questo appello», spiega il parlamentare leghista in merito alla richiesta di deroga sulla capienza di mille spettatori in Arena a Verona

Parlamentari veronesi in Arena - foto Facebook Sboarina Sindaco

«Nessun riscontro positivo, per ora, sulle richieste rivolte nei giorni scorsi al governo da parte dell’amministrazione e di Fondazione Arena, per l'utilizzo dell'anfiteatro e per ottenere investimenti». Ad evidenziarlo il sindaco di Verona Federico Sboarina che poi ha aggiunto: «I parlamentari veronesi che abbiamo coinvolto due giorni fa, si sono dati subito da fare in parlamento. Li ringrazio per la serietà con cui si sono mossi, ma non hanno ottenuto l’esito sperato. Non abbiamo nessuna intenzione di fermarci davanti alle prime risposte. La mossa successiva è già scattata con l’invio al ministro Franceschini del protocollo operativo, predisposto il mese scorso dalla Fondazione, per garantire la sicurezza nell’anfiteatro. Nello specifico, la possibilità di effettuare spettacoli in Arena per almeno 3 mila spettatori, la revisione della decurtazione del Fus legata alle produzioni e il finanziamento di risorse ad hoc per la specificità dell’anfiteatro e della stagione lirica. Per quanto riguarda la capienza - ha precisato il sindaco Sboarina - non si capisce perché vi debba essere un numero imposto di spettatori. L’Anfiteatro di Verona è il teatro lirico all'aperto più grande al mondo con una capienza di oltre 13 mila spettatori. L’uguale capacità di pubblico per tutti, previsto nel decreto, non tiene conto della grandezza di ogni "contenitore culturale"».

L'On. della Lega Comencini: «Dal governo schiaffo al mondo della cultura»

Sul tema è intervenuto anche il deputato veronese della Lega Vito Comencini, in riferimento al parere contrario dato dall’esecutivo all'ordine del giorno presentato ieri come primo firmatario alla Camera, con cui l’onorevole e i colleghi scaligeri della Lega hanno chiesto una deroga al numero di spettatori consentito per le serate all'interno dell'Arena di Verona: «Il governo ha dato uno schiaffo al mondo della cultura e dello spettacolo e non ha ascoltato il grido d’aiuto di un’intera città.  La Fondazione Arena di Verona e il sindaco di Verona Federico Sboarina hanno chiesto l’accesso per almeno 3mila spettatori, una minore decurtazione del Fondo unico per lo spettacolo e risorse ad hoc. Si trattava di una questione di buonsenso, - spiega l'On. Vito Comencini - l’Arena è un patrimonio storico-culturale italiano ed europeo. È grave che il governo non abbia raccolto questo appello e mi meraviglio dei parlamentari veronesi del Partito Democratico, Italia Viva e del Movimento 5 Stelle. Dovranno giustificare questa vergognosa bocciatura di fronte alla città, agli artisti, agli esercenti che vivono anche grazie alle serate de l'Arena e agli operatori del turismo».

L'intervento del deputato veronese della Lega Vito Comencini

Traguardi chiede di riempire Verona con «concerti e spettacoli diffusi»

Sull'argomento è intervenuto anche il. movimento civico veronese Traguardi, rappresentato in consiglio comunale dal consigliere Tommaso Ferrari. Ad esprimersi è stato anziutto Pietro Trincanato, presidente di Traguardi: «La polemica il corso sulla deroga per gli spettacoli in Arena è surreale, ma purtroppo non sorprende, perché ormai da tempo la politica veronese ha dimostrato di non sapersi muovere al di fuori di sentieri già battuti. E anche in tempi emergenziali come questi, la logica "facile" dei grandi eventi ha il sopravvento. Ma come dice l'onorevole Rotta si tratta di una polemica pretestuosa - spiega Pietro Trincanato - sia perché il dialogo con il ministero per la deroga richiesta per l’Arena è ancora in corso, sia perché al "grido d’aiuto di un’intera città" di cui parla l’onorevole Comencini si può rispondere in più modi, ma fomentare le discussioni sterili per attaccare il governo non è uno di quelli. Che Verona abbia bisogno di una programmazione di qualità per i prossimi mesi - prosegue Pietro Trincanato - è indiscutibile, ma se c’è una cosa che l’esperienza traumatica dell’emergenza coronavirus dovrebbe averci insegnato è che la logica dei grandi numeri a tutti i costi è deleteria e pericolosa. Ben venga se si riuscirà ad aprire l’Arena per i concerti da 3.000 persone, ma lo schiaffo al mondo della cultura è quello di chi non riesce a pensare a un’alternativa vera. Il Gruppo Cultura di Traguardi ha già proposto una soluzione possibile: in un'estate senza grandi eventi, Verona potrebbe riempirsi di concerti e spettacoli diffusi, a bassa concentrazione di pubblico ma capaci di rianimare il tessuto economico e culturale della città, attirando turisti senza perdere di vista la sicurezza, e coinvolgendo anche i quartieri».

«Sarebbe ora che il Consiglio Comunale si occupasse più da vicino di Fondazione Arena, come giustamente hanno reclamato anche di recente i lavoratori - ha poi chiosato sull'argomento il consigliere comunale di Traguardi Tommaso Ferrari - per ascoltare da vicino la voce di chi tutti i giorni si impegna per fare davvero di Verona la città della musica, e che da queste discussioni è troppo spesso lasciato ai margini. Sono sicuro che confrontandosi con artisti e maestranze che operano in Fondazione sarebbe possibile ipotizzare un programma articolato di eventi diffusi su tutto il territorio comunale, che consenta di rassicurare tutti i lavoratori, compresi aggiunti e stagionali che sarebbero i primi penalizzati da una stagione concentrata su poche date in Arena».

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Tommaso Ferrari e Pietro Trincanato di Traguardi

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