Sosta selvaggia a San Zeno. M5S: "Fallimento di chi non sa programmare"

Pioggia di multe per le auto parcheggiate davanti alla basilica. Alessandro Gennari: "La politica ha lasciato che gli speculatori distruggessero il bello senza ottenere nulla di utile"

Le multe elevate dalla polizia municipale di Verona ieri mattina, 5 marzo, per la sosta selvaggia a San Zeno sono state 50. Purtroppo dopo i cambiamenti necessari per festeggiare il Carnevale non si è ancora tornati alla normalità, nonostante sia ormai cominciata la Quaresima. Ma chissà, magari questa pioggia di sanzioni aiuterà a ricordare agli automobilisti che vicino alla piazza della basilica c'è un parcheggio interrato in cui lo spazio non manca.

Questione di maleducazione di chi parcheggia dove non si dovrebbe, ma per il Movimento 5 Stelle di Verona è anche questione di organizzazione. "Verrebbe da ridere, se invece non ci fosse da piangere, alla vista di una delle più belle e storiche piazze di Verona trasformata in disordinato ed estemporaneo parcheggio, a oscurare la basilica, mentre intanto resta deserto il parking sotterraneo costruito contro la volontà dei residenti, con grave danno per i commercianti locali, e tagliando alberi che da decenni offrivano ombra e ristoro in pieno centro - scrive il candidato sindaco Alessandro Gennari - È l'ennesimo inciampo di una politica che, negli anni, ha lasciato licenza agli speculatori di ammazzare la bellezza e la storia della città. Senza peraltro ottenere nessun risultato. Il parcheggio privato fin dall'inizio ha realizzato scarsissimi introiti, dando subito prova della sua inutilità".

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"E pensare che a Verona, grazie a San Zeno e agli altri monumenti unici, con la cultura si mangerebbe, e anche abbondantemente - conclude Gennario - Si continua a rimarcare l'esigenza di guidare i turisti alla scoperta dei tesori di Verona, su nuovi percorsi, oltre il solito e trito tragitto Arena-via Mazzini-Casa di Giulietta. Si rivitalizzerebbero così tanti scorci poco o per nulla valorizzati, a beneficio anche dell'economia cittadina, dando impulso a nuove attività. Peccato che questa operazione, economicamente sana, si scontri con l'incapacità degli amministratori. Forse perché più che gli amici degli amici a beneficiarne sarebbe la collettività. Alla politica spetta il compito di educare i cittadini alla conoscenza e al rispetto di quanto di più prezioso possiedono".

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