Sopralluogo nei cantieri del filobus, Bertucco: «Una messainscena»

Per il consigliere comunale: «Siamo di fronte ad un cantiere potenzialmente morto che rischia di creare soltanto disagi ai cittadini». E i disagi li hanno elencati i rappresentanti dei PD nelle circoscrizioni

(Foto generica di repertorio)

«L'ennesima messinscena». Il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco bolla così il sopralluogo organizzato ieri, 5 giugno, da Amt tra i cantieri di realizzazione del filobus di Verona. Alla visita hanno partecipato rappresentanti dell'amministrazione comunale e di Atv, i quali hanno constatato lo stato di avanzamento dei lavori.
Lavori che secondo Bertucco non stanno rispettando il cronoprogramma. «La variante generale doveva essere consegnata entro marzo 2019 - ha scritto il consigliere di opposizione - Inoltre, entro l'1 giugno 2019 avrebbe dovuto esser pronta la documentazione per la procedura di screening ambientale Via della variante, del deposito e del sottopasso di via Città di Nimes. Ma anche qui buio pesto. I lavori per il nuovo deposito restano bloccati in attesa dei soldi del comune per la bonifica. E come se non bastasse, dalla conferenza dei servizi di maggio risultano bocciate le osservazioni delle circoscrizioni di Verona Sud. Tenendo conto che non si ha alcuna idea di dove fare i parcheggi scambiatori, senza i quali il mezzo non potrà entrare in esercizio, siamo di fronte ad un cantiere potenzialmente morto che rischia di creare soltanto disagi ai cittadini da qui al 2021».

E proprio sui disagi nei vari cantieri che si sono concentrati i rappresentati del Partito Democratico nelle varie circoscrizioni.
Nella settima, Carlo Pozzerle ha ribadito le scarse comunicazioni ricevute da residenti e titolari di attività economiche prime dei lavori a San Michele. «L'improvvisazione è tale che perfino in via Sogare la segnaletica orizzontale è bianca e non gialla come previsto dalle norme e non è stato nemmeno posto un cartello di avviso modifica viabilità - scrive Pozzerle - In via Dolomiti i cantieri sono delimitati con le reti metalliche, sono stati tolti posti auto e la pista ciclabile e per sapere cosa succede ai cittadini non resta che andare a leggere l'ordinanza appesa ai cartelli di cantiere. Senza alcuna informazione è stato tolto il bus a un quartiere, quando con un minimo di buon senso il disagio poteva quanto meno essere limitato».
Per la sesta circoscrizione è intervenuta Rita Andriani: «Chiuderanno via Pisano, via della Corte e via D'Arezzo, ma ancora non sappiamo quando, come e per quanto tempo. Dove devieranno i bus? Su via Badile, dove insistono tre scuole? Dove andranno a parcheggiare i residenti di via Pisano e come dovranno organizzarsi le circa ottanta attività commerciali che insistono sulla stessa via? Il progetto filobus che dovrebbe migliorare la vita dei cittadini per ora li sta facendo solo molto preoccupare, e non è certo un bell'inizio»
Infine, Borgo Roma, dove il PD vorrebbe conoscere il destino della pista ciclabile di San Giacomo e degli alberi del Parco di Santa Teresa, segnati con la vernice perché si trovano sulla traiettoria del filobus. «Le nostre richieste di chiarimenti vengono continuamente rimandate ad una successiva fase di cantiere - ha spiegato Michele Bresaola - Insistiamo inoltre a dire che il transito del filobus in via Comacchio non garantisce sicurezza alle scuole presenti e che la mancata previsione di parcheggi scambiatori rischia di paralizzare il capolinea al Policlinico».

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