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Lago di Garda

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Nuovo collettore del Garda. Alessia Rotta: "Arrivano i 100 milioni promessi"

Il ministro dell'ambiente Gianluca Galletti ha confermato lo stanziamento per cofinanziare l'opera. La deputata veronese del PD: "Dicevano che i soldi non sarebbero arrivati. I fatti li hanno smentiti"

Non sono gli 80 milioni reclamati dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia per far fronte all'emergenza Pfas, ma fanno sempre parte dei milioni di euro promessi quasi un anno fa dall'allora governo Renzi. Il ministro dell'ambiente Gianluca Galletti ha confermato lo stanziamento di 100 milioni di euro per cofinanziare la costruzione del nuovo collettore del lago di Garda.

Ad annunciarlo in una conferenza stampa, oggi 27 luglio, alla Camera i deputati veronesi Alessia Rotta e Diego Zardini e i colleghi bresciani Gelmini e Galperti. "Abbiamo mantenuto una promessa - ha dichiarato Rotta - Possiamo rivendicare che il nostro governo ha finalmente ascoltato questo territorio".

L'intervento riguarderà una rete che sulla sponda veronese serve 12 comuni e 16 in quella bresciana. "Le criticità del sistema sono note da tempo - ha aggiunto la deputata PD - Non è più adeguato allo sviluppo demografico e urbanistico di un'area a forte vocazione turistica. Le condotte vecchie e degradate riportano frequenti lesioni in corrispondenza dei giunti che consente l'ingresso di acque parassite che ne aggrava sensibilmente il funzionamento. Intervenire sul collettore, oltre che necessario per la tutela delle acque del lago di Garda, rappresenta un'opportunità rilevante per lo sviluppo socio economico del territorio".

Alessia Rotta ha voluto anche ricordare le polemiche del M5S. "I soldi del governo per il lago non arriveranno, dicevano - ha dichiarato Rotta - I fatti li hanno smentiti e ringrazio per questo il ministro Lotti che ha seguito in prima persona la vicenda e lo stanziamento delle risorse. Grazie anche al ministero dell'ambiente che ha lavorato celermente. Quello che realizziamo per il garda è un intervento senza precedenti destinato a preservare la più grande riserva d'acqua del Paese evitando pericolosi scenari di rischio ambientale, con ripercussioni che sarebbero disastrose".

"Un intervento che porterà benefici anche sotto l'aspetto dell'economia turistica, fonte primaria di reddito per il lago - ha concluso la deputata PD - I costi di realizzazione ammontano a 82 milioni di euro per la parte veneta e 120,5 milioni di euro per la parte bresciana. A questi andranno aggiunti altri 20 milioni per la separazione delle fognature della sponda veneta, per un costo complessivo di circa 220 milioni euro. Il contributo statale di 100 milioni, pari dunque circa la metà del costo totale del progetto, è volto a garantire che la realizzazione avvenga in tempi certi e a costi congrui".

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