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Lunedì, 17 Gennaio 2022
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Vandalismo e microcriminalità a Verona, Bozza: «Quartieri abbandonati a loro stessi»

Il consigliere comunale e regionale è intervenuto dopo i danneggiamenti avvenuti in Valdonega e ad Avesa. Ed il movimento civico Traguardi aggiunge: «Occorre agire con misure strutturali»

Furti in zona Basson e atti di vandalismo nel quartiere Saval, in Valdonega e ad Avesa. Piccoli ma ripetuti episodi che nell'ultimo mese hanno aumentato il senso di insicurezza in alcune zone di Verona.

Dei furti in Basson si è discusso nella commissione sicurezza del Comune di Verona, ma i residenti e non solo loro chiedono maggiore vigilanza. Come anche al Saval, dove il danneggiamento di alcune auto ha spinto il consigliere comunale del Partito Democratico Federico Benini a richiedere l'installazione di più telecamere. Ma i vandali hanno colpito anche in Valdonega, Quinzano e Avesa dove sono state forate le ruote di un centinaio di auto parcheggiate. «I cittadini sono sempre più arrabbiati - ha dichiarato il consigliere regionale e comunale Alberto Bozza - Questi raid vandalistici non possono essere derubricati come fatti isolati. E non si è visto un grande interesse dell'amministrazione comunale. L'insicurezza a Verona e nei quartieri è aumentata in questi ultimi anni. Bisogna investire di più su politiche di prevenzione e controllo. In questi anni i quartieri sono stati abbandonati a loro stessi, si sono tagliati molti servizi, penso alle poste, all'anagrafe, alla cura del verde e delle strade, ed è chiaro che questo non incentiva la vivibilità e la serenità dei residenti».

E il sentimento del consigliere Bozza è condiviso anche dai referenti nei quartieri del movimento civico Traguardi. «Il nuovo anno si è tristemente aperto con un inasprimento di episodi di microcriminalità, diffusi soprattutto nei quartieri della città - hanno scritto - Il primo caso è avvenuto nella notte di San Silvestro con l'incendio di due monopattini elettrici nei pressi della piazza di Saval, successivamente i residenti del medesimo quartiere hanno subìto atti vandalici diretti alle autovetture ed ai citofoni delle proprie abitazioni, infine è capitato ai residenti del quartiere di Valdonega assistere impotenti alla reiterata visione delle proprie auto con le gomme tagliate e le portiere rigate. La crescente ondata di microcriminalità porta inevitabilmente i cittadini ad interrogarsi sulla tenuta della sicurezza così come impostata dall’attuale amministrazione. Si sente parlare in questi giorni di un ampliamento delle forze di polizia dislocate nei quartieri per far fronte al fenomeno delle baby gang. Una soluzione che rischia tuttavia di diventare l'ennesimo intervento spot volto a quietare gli animi dei residenti, quando ormai è troppo tardi. Occorre invece agire con misure strutturali, frutto di un’indagine sulle ragioni che hanno portato al verificarsi di tali episodi, soprattutto da parte di giovanissimi e incentivo a costruire insieme una città più vivibile per tutte e tutti i veronesi. Una diffusa illuminazione, strade più vive anche con la collaborazione di attività commerciali e culturali, una seria educazione civica nella scuola primaria e secondaria, attenzione alle situazioni di marginalità e fragilità, costante dialogo tra forze dell’ordine e cittadinanza. Una cittadinanza consapevole riduce anche il rischio del verificarsi di episodi di microcriminalità, ridando ai quartieri una propria identità che, altrimenti, si rischia davvero di perdere. La città del futuro è una città policentrica dove non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B, zone della città più controllate e zone lasciate in balia di se stesse e dove la sicurezza va di pari passo con la vivibilità».

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