Antenne sulle Torricelle sequestrate, Tosi: "Provvedimento eccessivo"

L'ex sindaco di Verona: "Sarebbe stato più sensato fissare un termine ultimativo per concludere un accordo tra le parti, costringendole a definire la procedura. Così, chi ci rimette sono i cittadini"

(Foto Facebook)

Hanno sparato prima di intimare l'alt.

È forte e chiara la metafora dell'ex sindaco di Verona Flavio Tosi sul sequestro preventivo, ordinato dalla procura ed eseguito dai finanzieri, delle antenne montate sulla torricella massimiliana. Una procedura benedetta dal Comitato contro le antenne sulle Torricelle che parla di "grave situazione di illegalità". Una posizione tenuta anche da alcune forze politiche di opposizione che puntano il dito sulla precedente classe governante, definendola fallimentare. E di quella classe governante, Tosi era il principale rappresentante. L'ex primo cittadino, però, si difende reputanto "decisamente eccessivo il provvedimento".

Sarebbe stato più sensato da parte delle autorità - ha concluso Tosi - fissare un termine ultimativo per concludere un accordo tra le parti, costringendole a definire la procedura. Il vero danno lo subiscono i cittadini, privati di uno tra i diritti fondamentali che è quello all'informazione.

In effetti le antenne radio e tv sulla torricella sono state spente e chi trasmetteva da lì si trova ora senza segnale. Per questo l'attuale vicesindaco Lorenzo Fontana ha espresso la sua solidarietà ai lavoratori auspicando che la vicenda si risolva in tempi brevi, in modo da poter tornare ad una situazione di legalità senza che cittadini e lavoratori subiscano troppo le conseguenze di una situazione di cui non hanno colpe.

Intanto gli attacchi alle passate amministrazioni veronesi non si fermano, con il deputato 5 Stelle Mattia Fantinati che rincara la dose.

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La vicenda rattrista perché coinvolge numerosi lavoratori del settore che subiscono impotenti questa situazione ma che conferma la netta condanna nei confronti di tutte le amministrazioni veronesi alternatesi in questi decenni che nulla hanno potuto, o voluto fare, per rimediare questa situazione conosciuta ma pur sempre abusiva.

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