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La panchina, poi bruciata, dove è morto Kofie

La panchina, poi bruciata, dove è morto Kofie

Senzatetto morto per il freddo. «Nessuna parola dalla Regione», «Serve rispetto»

Botta e risposta tra opposizione e giunta regionale, sulla tragica scomparsa avvenuta nei giorni scorsi di Kofie Boateng, clochard 39enne trovato senza vita su una panchina situata nella zona di Porta Vescovo

«Sono già passati diversi giorni dalla morte per freddo di un senzatetto a Verona e ancora non ho letto una sola parola da parte di Zaia e dell’assessore Lanzarin, come se la cosa non riguardasse anche loro. È un episodio gravissimo, il quinto in appena un anno e la Regione non può chiamarsi fuori: è dal 2010 che stanzia appena 150 mila euro per i senza dimora dell’intero Veneto, nonostante le nostre richieste di aumentare l’importo. L’inverno e il freddo non sono un evento improvviso, si potrebbe e dovrebbe agire per tempo, non lasciare tutto sulle spalle delle associazioni di volontariato. La competenza del sociale è già adesso interamente della Regione, non occorre aspettare l’autonomia: perché non si interviene?».
A dirlo è Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Partito Democratico, commentando la morte del 39enne ghanese su una panchina di Porta Vescovo a Verona alla vigilia della fiaccolata in suo ricordo in programma sabato. «Il silenzio della Giunta e in particolare del governatore e dell’assessore al Sociale sono imbarazzanti, considerato anche il successivo oltraggio alla vittima, con le fiamme appiccate alla panchina dove viveva: una totale assenza di sensibilità da parte delle istituzioni, mi auguro non dovuta alla nazionalità del senzatetto».

«Davanti ad una vita umana, uccisa dalla povertà e dal gelo, serve rispetto. Ma anche verità. La Regione Veneto non si è dimenticata dei senza tetto: nel triennio 2018-2020, grazie al piano regionale di contrasto alle povertà, ha assegnato oltre 4.6 milioni di euro alle iniziative dei comuni e del terzo settore a favore delle persone in condizioni di povertà estrema, senza una dimora».
Manuela Lanzarin, assessore regionale alla Sanità e al Sociale, interviene così in merito alle critiche sollevate dall’opposizione consiliare a seguito della morte di Kofie Boateng.
«È triste dover prendere la parola in queste circostanze nella quali prevalgono sentimenti di dolore, impotenza e umana solidarietà – prosegue l’assessore – ma sarebbe ingiusto tacere e lasciare campo libero alla falsa convinzione che istituzioni e servizi siano indifferenti verso i drammi della povertà, in particolare quella più estrema.
In Veneto, con il piano regionale di contrasto alle povertà, questa amministrazione ha messo a sistema per i senza fissa dimora fondi pubblici per complessivi 4.637.300 nel triennio 2018-2020 – precisa Manuela Lanzarin - Da gennaio 2018 con il progetto DOM. Veneto (programma Avviso 4) la Regione si è fatta capofila di un programma che coinvolge come partner i sei comuni capoluogo di Venezia, Padova, Vicenza, Verona, Treviso e Rovigo che registrano presenze di homeless e che ha una dote finanziaria di 3.310.700 euro. Inoltre, la Regione ha destinato ai 15 ambiti territoriali (ex Ulss) la quota del fondo nazionale lotta alla riservata ai senza dimora pari a circa 1.326.600 euro.
Questi programmi – fa presente l’assessore - si integrano con le azioni in tema di alloggi di edilizia residenziale pubblica avviate a valere sul programma Operativo regionale Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (POR FESR) 2014-2020, e con le politiche regionali di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, quali il Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA) e il Reddito di Inclusione Attiva (RIA).
Pertanto, dire che la Regione non fa nulla per i senza fissa dimora è quantomeno ingeneroso, nonché offensivo per tutti coloro che, nelle istituzioni e nei servizi, operano in stretta collaborazione con associazioni e volontari per offrire dignità e opportunità a queste persone così fragili e sfortunate, spesso refrattarie a forme di aiuto».

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