Martedì, 28 Settembre 2021
Politica Centro storico / Corte Giorgio Zanconati, 1

Eletta con un movimento, lo lascia ma deve rispettare gli impegni economici

È successo a Edi Maria Neri, diventata assessore nel 2017 con Verona Pulita a cui aveva promesso il 20% dei compensi. Passata ad un altro movimento, ha interrotto i pagamenti. Una pratica scorretta, per il Tribunale di Verona

Se fai parte di un movimento politico e firmi un accordo per contribuire al suo finanziamento attraverso una percentuale dei compensi derivanti dalla tua attività pubblica, questo impegno vale anche se cambi movimento nell'arco del mandato. A riferirlo è l'avvocato Michele Croce, riportando il pronunciamento del Tribunale di Verona datato 15 gennaio 2021. Una sentenza «che ha fatto giurisprudenza mettendo chiarezza a tantissimi casi aperti in Italia tanto a livello locale che a livello nazionale - ha commentato Croce - È infatti la prima sentenza che interviene sui rapporti fra molti eletti e nominati e i partiti o movimenti che li hanno candidati e portati ad uno scranno».

Il tribunale scaligero ha confermato la validità del decreto ingiuntivo richiesto dal movimento civico Verona Pulita e dal suo fondatore Michele Croce, nei confronti di Edi Maria Neri, la quale dopo le elezioni comunali di Verona del 2017 era stata nominata assessore. Edi Maria Neri aveva sottoscritto, così come tutti i rappresentanti di Verona Pulita che avevano ottenuti incarichi pubblici, un accordo che prevedeva il versamento al movimento del 20% dei compensi ottenuti. E per diversi mesi Edi Maria Neri aveva adempiuto al suo impegno per poi cessare ogni versamento a causa della sua uscita da Verona Pulita. E alle richieste di Verona Pulita, Neri aveva opposto un rifiuto motivandolo con il cambio di rappresentanza politica. Era stato dunque presentato un decreto ingiuntivo, emesso a fine 2019 dal tribunale, provvedimento a cui Edi Maria Neri si è opposta. «Il giudice ha però rigettato la sua impostazione scindendo in maniera chiara la libertà di opinione, e quindi la piena possibilità di cambiare idee e movimento politico anche se eletti in una formazione diversa con la massima libertà d’azione politica, dal necessario rispetto di una libera e volontaria promessa di pagamento imponendo perciò a Edi Maria Neri di versare a Verona Pulita gli arretrati più gli interessi e spese legali - ha dichiarato Croce - Il Tribunale di Verona ha anche escluso l'applicazione della cosiddetta Legge Spazzacorrotti ai movimenti civici come Verona Pulita che si siano presentati alle elezioni amministrative nei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, liberando le liste civiche dai vincoli di pubblicità ed oneri contabili pesantissimi previsti per i partiti nazionali».

«Questa sentenza - ha concluso Croce - stabilisce un principio fondamentale e pone un freno ai cambi di casacca che stanno diventando una costante della politica italiana: viene salvaguardata la libertà di pensiero e la massima agibilità politica, ma si fissa anche un limite, una responsabilità nei confronti dei movimenti politici cui si aderisce. Cambiare idea è lecito, usare la politica come un taxi che si prende e si lascia dove si vuole, no».

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