Cittadinanza onoraria a Segre ed una via ad Almirante, «Verona si decida»

La senatrice a vita potrebbe anche rinunciare al riconoscimento votato dal consiglio comunale scaligero, perché la giunta ha approvato l'intitolazione di una via al fondatore dell'Msi. E commenta: «Le due scelte incompatibili»

Almirante e Segre

Una via Almirante a Verona? Davvero? Oh, povera strada.

Sono le prime parole, rilasciate ad AdnKronos, della senatrice a vita Liliana Segre, sulla polemica che vede al centro la città di Verona. Il consiglio comunale scaligero ha infatti votato all'unanimità per conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita che da giovane sopravvisse alla deportazione nazista. Nello stesso giorno, però, la giunta comunale ha approvato la delibera con cui si intitola una strada del capoluogo allo storico leader dell'Msi Giorgio Almirante. «Si mettano d'accordo - ha commentato la Segre - Le due scelte sono di fatto incompatibili, per storia, per etica e per logica. La città di Verona, democraticamente, faccia una scelta e decida ciò che vuole, ma non può fare due scelte che sono antitetiche l'una all'altra».

Liliana Segre portebbe quindi anche rifiutare la cittadinanza onoraria della città di Verona e in questo viene sostenuta dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, i quali criticano l'amministrazione comunale veronese che vuole «coccolare nostalgici fascisti, mancando di rispetto alle vittime dell'olocausto, per qualche misero consenso».

Difende invece la scelta di intitolare una via a Giorgio Almirante il consigliere regionale Massimo Giorgetti, esponente di Fratelli d'Italia.

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Giorgio Almirante, assieme ad altri esponenti del fascismo, traghettò nel sistema democratico e repubblicano milioni di reduci fascisti, dando loro un riferimento politico fondando nel 1946 il Msi - ha detto Giorgetti - La memoria corta della sinistra odierna dimentica che l'amnistia di cui beneficiarono i fascisti, fu firmata da Palmiro Togliatti, esponente di spicco del Pci. Amnistia probabilmente trattata con gli stessi fascisti che sostennero in maniera determinante la scelta repubblicana contro la monarchia, nel referendum del 2 giugno.
Almirante fu un protagonista della politica della Prima Repubblica e seppur isolato dal cosiddetto arco costituzionale e dagli altri partiti, fu riconosciuto tale da milioni di voti degli italiani. Sempre rispettoso del sistema democratico, tutti lo ricordano per con il suo storico slogan "non restaurare, non rinnegare", ma soprattutto per la sua morale e la sua onestà. Lo stesso Di Pietro disse che l'unico partito della Prima Repubblica estraneo al sistema di tangenti fu l'Msi. È questo che Via Almirante deve ricordare, soprattutto a chi vuol dimenticare.

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