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La scritta lasciata su un muro di Veronetta

La scritta lasciata su un muro di Veronetta

Veronetta, scritta sul muro davanti a Info-Spazio 161. «Intimidazione»

La scritto è apparsa nella notte fra il 31 ottobre e l'1 novembre, sul muro di un palazzo storico, davanti ad uno spazio di informazione critica, che funge anche da magazzino e da archivio autogestito

Nella notte fra il 31 ottobre e l'1 novembre, sul muro di un palazzo storico di Veronetta, è comparsa una scritta che, ironizzando sul cognome di un nostro compagno, è invece una chiara minaccia alla sua persona. Lo è ancor di più in quanto è stata lasciata non a caso davanti ad Info-Spazio 161 di via Muro Padri 12a, laboratorio di resistenza che da tempo ha alzato la propria serranda in quartiere.

La denuncia è giunta dagli attivisti di Info-Spazio 161, un punto di informazione critica, che funge anche da magazzino e da archivio autogestito, aperto a Veronetta. L'Info-Spazio 161 viene definito come uno «strumento per realtà e soggetti che condividono metodi di auto-organizzazione politica e che sono legati alla critica al sistema economico liberista riconoscendosi nei valori dell'ecologismo, del femminismo e dell'antifascismo». Gli attivisti che lo animano si sentono però minacciati da CasaPound, il movimento identitario che a Verona ha una base nel locale Il Mastino di via Mazza 61, sempre a Veronetta. «I fascisti di CasaPound si dimostrano il contrario di ciò che vorrebbero essere - scrive in una nota ufficiale l'Info-Spazio 161 - Parlano di ordine e decoro, quando sono i primi ad usare il quartiere di Veronetta come un quaderno su cui scarabocchiare durante le loro notti di balordia. I messaggi che lasciano sono sempre gli stessi: odio, intolleranza e minacce. La nullità di proposte politiche di CasaPound porta come sempre i fascisti a prendere di mira singoli individui, che diventano gli oggetti delle loro minacce ed intimidazioni; questi ultimi invece sono persone note per lo svolgimento del lavoro sociale importante per la città in quartiere, cosa che evidentemente dà un po' fastidio. Dopo le minacce di quest’estate sul posto di lavoro di due compagni, gli atteggiamenti dei camerati veronesi non sembrano essere cambiati. Pensano di mettere a tacere delle idee e delle pratiche facendo terrorismo su poche persone, ma sappiamo benissimo che la solidarietà e la politica dal basso, quella vera, sono armi ben più forti degli atteggiamenti squadristi».

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