È scontro nel centrodestra veronese sulla nomina a segretario di Gasparato

L'attuale presidente del Consorzio Zai era stato indicato come la figura ideale per guidare la sezione veronese di Forza Italia ed in queste ore ha ricevuto la bocciatura di Massimo Giorgetti ma anche il supporto di Zandomeneghi e Velardi

Immagine d'archivio

Una polemica si è accesa in questi giorni in seno al centrodestra veronese, in relazione alla persona che dovrà assumersi la carica di segretario della sezione scaligera di Forza Italia. 
Alla fine di settembre, nel corso di un incontro tenutosi all'Hotel Due Torri, Matteo Gasparato, presidente del Consorzio Zai, era stato indicato come l'uomo giusto per questo ruolo da Davide Bendinelli, coordinatore provinciale, e Adriano Paroli, commissario regionale, il suo nome però nelle ultime settimane è scomparso dalla scena, mentre sulle pagine de L'Arena, Massimo Giorgetti, vicepresidente del Consiglio regionale sempre di Forza Italia, ha messo in discussione la sua candidatura. 
Una presa di posizione motivata dall'accusa alla quale Gasparato dovrà rispondere in tribunale a maggio, ovvero quella di peculato

In suo favore invece si sono schierati i consiglieri comunali di Verona Domani e di Forza Italia. Marco Zandomeneghi, capogruppo della lista civica di centrodestra capitanata tra gli altri proprio dal presidente del Consorzio Zai e da Stefano Casali, ed il capogruppo degli azzurri in Consiglio Andrea Velardi hanno infatti commentato: “Pieno appoggio e sostegno convinto a Gasparato, è lui la persona che Forza Italia aspettava nella nostra città dopo anni di incertezze e risultati alquanto altalenanti. I risultati delle amministrative di Verona hanno parlato chiaro: Battiti per Verona Domani e Forza Italia, fortemente accomunate da programmi, ideali e obiettivi, hanno ottenuto un risultato storico, sconfiggendo la galassia tosiana, il partito di Renzi e quei forzisti che hanno corso contro il loro stesso partito, rimediando una sonora batosta dal punto di vista elettorale, di immagine e di serietà nei confronti dei loro elettori e di Berlusconi stesso, che aveva ufficialmente appoggiato la candidatura di Sboarina contro derive neocentriste e dem. Tutto questo è stato reso possibile anche grazie alla professionalità, alla serietà, all’onestà e alle capacità politiche di Gasparato”.

I due capigruppo poi hanno proseguito: “È curioso che dopo la fallimentare esperienza delle elezioni non sia giunta dal consigliere regionale neanche un commento o una presa di posizione in merito al suo clamoroso 'tradimento' nei confronti del partito nel quale milita da tanti anni. Così come è a nostro avviso alquanto anomalo e fuorviante che lo stesso occupi l’incarico di vicepresidente del Consiglio in quota Forza Italia dopo aver fatto per mesi campagna elettorale contro Berlusconi. In merito alle accuse lanciate a Gasparato – sottolineano Zandomeneghi e Velardi – ricordiamo a Giorgetti che, insieme al fratello Alberto, oggetto tra l’altro come riportato dalla stampa veneta, di forti malumori e critiche da parte di numerosi esponenti e dirigenti in occasione degli Stati Generali di Forza Italia a Mestre, avevano appoggiato alle ultime amministrative candidati toccati da inchieste che hanno interessato l’opinione pubblica e la stampa nazionale. Appare quindi scomposto e irrazionale il suo attacco anche alla luce della storia del suo partito e del suo leader Silvio Berlusconi, da sempre interpreti di un garantismo severo e contro derive giustizialiste. Proprio ieri Berlusconi in Sicilia ha ribadito come la Giustizia in Italia vada profondamente riformata, ribadendo la linea e lo spirito garantista fortemente insito nel dna del partito. Dovrebbe quindi sapere il consigliere regionale che per Forza Italia qualunque indagato o rinviato a giudizio è innocente fino a sentenza di terzo grado”.

I capigruppo hanno poi concluso così: “Il giustizialista a fasi alterne Giorgetti non rappresenta più i valori e la linea politica del partito. La sua tragicomica esperienza alle amministrative scaligere, che lo ha visto fare accordi in nome del potere e dell’autoreferenzialità con il Partito Democratico e brandelli di neo Democrazia Cristiana, ha sancito la sua incompatibilità con Forza Italia e i suoi elettori. Auspichiamo che la nomina di Matteo Gasparato avvenga il prima possibile nel segno di un vero e profondo rilancio del movimento”.

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