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Ronde «presunte» e volantino fascista «fake», il sindaco: «Basta fango su Verona, goliardata che non fa ridere»

«Testo e grafica non sarebbero assimilabili a quelle tipiche della destra e quindi tutto porterebbe a pensare ad una goliardata», spiega il sindaco Sboarina a proposito del volantino con le effigi del duce distribuito in Borgo Trento: «Su questa vicenda si agitano solo coloro che non fanno differenza fra bufale e realtà»

Dopo i consiglieri comunali della Lega Vito Comencini, Anna Grassi, Alberto Zelger, Laura Bocchi, Andrea Velardi e Andrea Bacciga, i quali avevano già espresso molte perplessità, anche il sindaco Federico Sboarina è intervenuto sull'episodio del volantino, distribuito in Borgo Trento e che annunciava la presunta apertura della «prima palestra di fascismo a Verona». Il volto del duce, Benito Mussolini, campeggiava al centro e poco più sotto la scritta: «Perché una palestra? Perché il fascismo è lo sport completo».

I consiglieri della Lega avevano manifestato così tutto il loro scetticismo: «La sinistra ha preso subito la palla al balzo per gridare al pericolo fascista, gettando fango sulla nostra città per cercare di raccattare voti e consensi e cavalcando storie che poi scoppiano come bolle di sapone». Insomma, il volantino potrebbe non essere autentico, ovvero sarebbe una «fake news», ed ecco allora la domanda: «Chi pagherà il conto per l'immagine di Verona? La sinistra?», si chiedevano retoricamente i consiglieri leghisti che poi aggiungevano: «Chiediamo cautela e rispetto per la nostra città».

Oggi, allo stesso modo, anche il sindaco della città di Verona, Federico Sboarina, ha ricordato che il volantino oggetto delle polemiche è «al vaglio della Digos», così come tali sono anche quelle che lo stesso primo cittadino di Verona chiama le «presunte ronde di giovani in centro». Sboarina ha quindi lanciato un appello: «Adesso basta, fermiamo il sassolino prima che diventi la solita valanga ingiuriosa sulla città. Le indagini in corso evidenziano forti perplessità sull'attribuzione del volantino, che sarebbe stato messo in qualche cassetta della posta nel quartiere di Borgo Trento. Testo e grafica non sarebbero assimilabili a quelle tipiche della destra e quindi tutto porterebbe a pensare ad una goliardata, che non mi fa ridere per niente perché non vorrei che fosse l'ennesima occasione di strumentalizzazione che getta discredito su Verona, dipingendola diversa da come invece è realmente».

Pd, Traguardi e Michele Bertucco, in un coro di sdegno due giorni fa, alla vigilia del "Giorno della memoria", avevano in buona sostanza chiesto una risposta unanime di condanna dell'episodio da parte della politica cittadina, oltre che i responsabili «vengano individuati e perseguiti ai sensi di legge». Dal canto suo, il sindaco Federico Sboarina quest'oggi in una nota spiega: «Smentisco anche chi insinua che io avrei rifiutato di prendere posizione, non sono mai stato interpellato né dai politici e amministratori seri che attendono le indagini, né dal Consiglio comunale né tantomeno dai cittadini. Su questa vicenda, al momento, si agitano solo coloro che non fanno differenza fra bufale e realtà. Pur di raccontare una Verona che non c'è, si cavalca tutto, persino le presunte ronde contro le baby gang. La sicurezza pubblica - conclude il sindaco di Verona Federico Sboarina - in questa città è saldamente nelle mani del Prefetto, che la esercita con esperienza e con insistenza quotidiana, il controllo del territorio spetta esclusivamente alle forze dell'ordine».

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