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Sboarina e l'obbligo del green pass sul lavoro: «Mille complicazioni. Per ora l'effetto eclatante è stato sull'ordine pubblico»

Il sindaco è intervenuto sulla questione legata alla certificazione verde, dopo lo scontro alla Camera avvenuto mercoledì tra il Ministro Luciana Lamorgese e la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni

Il Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha riferito mercoledì nel Question time alla Camera sugli scontri avvenuti sabato durante le manifestazioni contro il green pass. L'interrogazione sui fatti di Roma era stata presentata dalla leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, protagonista alla Camera di un acceso dibattito con il Ministro Lamorghese
Sulle difficoltà applicative e i problemi di ordine pubblico scaturiti dall'obbligo per i lavoratori di avere il Green Pass, è intervenuto anche il sindaco di Verona Federico Sboarina, che nel mese di giugno aveva annunciato la sua adesione proprio a Fratelli d'Italia. 

«Fra la norma teorica e la sua applicazione c'è in mezzo un mare di mille complicazioni pratiche. Lo abbiamo visto con i decreti Covid e si ripete adesso con l'obbligo del green pass e il D-day del 15 ottobre, a cui stiamo lavorando da giorni ma che ancora presenta questioni da risolvere. A cominciare dalla ovvietà che, per la privacy, non si può chiedere in anticipo ai lavoratori chi ce l'ha e chi no. Questione che complica non poco l'organizzazione dei servizi pubblici, pensiamo ad esempio alle pattuglie della Polizia locale oppure alle squadre di netturbini. Il Comune ha 2.000 dipendenti, fra cui i 300 agenti della Municipale, e Amia ne ha 600.
Senza contare il controsenso per cui, ad esempio, all'Anagrafe l'impiegato comunale deve avere il certificato verde ma nell'ufficio entrano centinaia di utenti al giorno che non sono soggetti al controllo. Intanto, l'obbligo ha messo in moto la solita imponente macchina organizzativa da parte degli enti, anche se mappare ogni casistica è praticamente impossibile. Al momento, l'effetto più eclatante è stato quello dell'ordine pubblico con il ministro che ha riferito in Parlamento e lo scoppio nel paese della solita bagarre sulla violenza a Roma e le solite dimenticanze su quella a Milano e Torino. La violenza va condannata a prescindere, sia che venga da destra sia da sinistra. Stranamente, gli scontri di piazza dei centri sociali accaduti in contemporanea a Milano e Torino sono passati nell’indifferenza generale anche se ci sono state più denunce. Gli estremismi scomodi ci sono da entrambe le parti e meritano la medesima condanna e indignazione. Se si vuole veramente la pacificazione nazionale su questi temi, bisogna smetterla di strumentalizzare e di alzare lo scontro politico. Ho condannato l'irruzione violenta alla Cgil di Roma e dato la solidarietà ai vertici sindacali locali. Ma con il passare dei giorni non ho sentito altrettanto da parte degli esponenti del centrosinistra per gli scontri creati dagli estremisti di sinistra nello stesso giorno». 

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