Venerdì, 25 Giugno 2021
Politica Centro storico / Piazza Erbe

Casa acquistata a metà prezzo da Sboarina, PD: «Vicenda da chiarire»

Nell'anno delle elezioni, il sindaco ha comprato a 450mila euro una casa vicino a Piazza Erbe del valore di oltre 900mila euro. Sul primo cittadino non aleggia nessuna ipotesi di reato, ma il Partito Democratico e Bertucco chiedono comunque spiegazioni

Federico Sboarina (Foto di repertorio)

«Per il sindaco di Verona la casa è a metà prezzo». È questo il titolo di un'inchiesta pubblicata da L'Espresso e firmata da Paolo Biondani e Andrea Tornago. L'articolo ricostruisce l'acquisto di una casa da parte da parte di Federico Sboarina. Acquisto avvenuto poco prima che lui si candidasse come sindaco di Verona. L'abitazione si trova vicino a Piazza Erbe ed il suo valore reale sarebbe superiore ai 900mila euro. Sboarina, però, la comprò a 450mila euro da un imprenditore che a sua volta l'aveva comprata da una società la Spv Project 1606, partecipata di una holding con sede in Olanda. Questa holding era diventata proprietaria dell'immobile, riscattando il credito che una coppia di immobiliaristi veronesi aveva con una banca. Una vicenda complicata e finita in tribunale proprio per le cause civili e gli esposti penali presentati dalla coppia e poi ritirati.

Comunque, secondo il resoconto leggibile su L'Espresso, Sboarina non sarebbe direttamente coinvolto in nessun ipotetico reato e l'intera vicenda giudiziaria dovrebbe essersi conclusa con il ritiro delle denunce da parte degli immobiliaristi. Il Partito Democratico di Verona crede, però, che il sindaco fornisca lo stesso delle spiegazioni in merito alla compravendita dell'abitazione. «Non è da tutti, infatti, pagare un appartamento di 190 metri quadri più soffitta a due passi da Piazza Erbe a prezzi della prima periferia come Borgo Milano o dell'estrema periferia sotto alla collina, come Avesa, Quinzano o Montorio - hanno dichiarato il segretario provinciale del PD Maurizio Facincani, il segretario comunale ;Luigi Ugoli ed i consiglieri comunali Federico Benini ed ;Elisa La Paglia - Appurato che l'occasione si è materializzata grazie ad un collega dello studio legale dove Sboarina lavora, ci domandiamo se il sindaco, che è anche avvocato di lungo corso, non si sia fatto delle domande sul perché gli veniva offerto un appartamento da quasi un milione di euro al prezzo scontato di 630mila, con in più la prospettiva, del tutto legale, di ridurre ulteriormente il prezzo d’acquisto a 450mila euro se avesse estinto anzitempo il mutuo. Immaginiamo che l'acquisto di un contratto preliminare di importo così elevato da un terzo più o meno conosciuto non sia un'operazione che si affronti a cuor leggero, senza prendere informazioni. Ci domandiamo allora se il sindaco fosse a corrente della vicenda, anche umana, che stava dietro a quell'occasione, relativamente alla famiglia che ha perso tutti i propri beni in un momento di grave difficoltà economica, e che tipo di considerazioni il sindaco abbia svolto. Legale non vuol sempre dire etico o morale».
Ed anche il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, pur consapevole dell'assenza di ipotesi di reato per Sboarina, ha chiesto chiarimenti. «L'intricata vicenda vede protagonisti una coppia di professionisti in difficoltà, un mediatore immobiliare, una società veicolo con sede legale in Olanda, un imprenditore locale che sottoscrive contratti preliminari, un collega di studio del sindaco e il sindaco stesso in qualità di utilizzatore finale. Una vicenda che merita di essere spiegata e compresa fino in fondo. È doveroso farlo anche per capire chi sia davvero il sindaco che la città ha eletto nel 2017 proprio quando la compravendita veniva perfezionata. Se l'appassionato amministratore come a lui piace dipingersi, oppure qualche cosa d'altro».

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