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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Politica

Sanit in rosso, Coletto: "Non me ne vado"

L'assessore regionale: "Fiducia in Zaia e la Giunta. Il momento della ripartenza vicino"

Troppe chiacchiere fanno male alla salute, e alla sanità. E di chiacchiere, la stragrande maggioranza delle quali strampalate e senza costrutto in questi giorni ne ho sentite anche troppe: da ex amministratori, da politici, da consiglieri di opposizione e anche da qualcuno di maggioranza, persino da qualche direttore generale. La bufala più colossale è quella secondo la quale io, arrivato da qualche mese, dovrei andarmene. Non ci penso nemmeno: ho appena iniziato a lavorare e porterò a termine il mio compito”. Lo ha sottolineato ieri l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto, intervendo sulle polemiche che da giorni stanno interessando la sanità veneta.

In piena sintonia con il presidente Zaia e con i colleghi di Giunta – aggiunge Coletto – stiamo lavorando ad una riforma a 360 gradi del sistema sanitario regionale: abbiamo iniziato facendo la check list come fa un pilota che sale sull’aereo prima di decollare; abbiamo trovato delle spie che si accendevano ed abbiamo avviato le riparazioni. Il momento della ripartenza della sanità veneta su basi nuove come le gestioni oculate, diffusione delle best practices, lotta agli sprechi ed alle spese insostenibili, ammodernamento dell’organizzazione ospedaliera e territoriale, è più vicina di quanto qualcuno speri”.


La nostra stella polare sono e saranno i cittadini, i quali non hanno nulla da temere: i servizi loro riservati non subiranno contrazioni né di qualità né di quantità. Anzi, la riforma che abbiamo in mente prevede un’assoluta centralità dell’utente e la semplificazione dei suoi rapporti con l’universo sanitario, a cominciare dal rispetto dei tempi delle liste d’attesa”. Coletto si concentra poi sul piano economico. “Come spero tutti abbiano capito i problemi emersi in questi giorni non riguardano l’esercizio finanziario annuale, ma situazioni legate agli ammortamenti in alcune Ulss, nemmeno molte, dove probabilmente, in tanti anni, si è speso in investimenti di più di quanto era prudente fare. Su questa partita si dovrà procedere con piani di rientro concordati, senza gettare la croce addosso a nessuno, ma pretendendo che ognuno si assuma le proprie responsabilità e responsabilmente agisca per rimettere le cose a posto”.

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