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Domenica, 23 Gennaio 2022
Politica Centro storico / Piazza Bra

Autonomia, Salemi punzecchia Zaia: «Raccoglie i frutti della sua propaganda»

La consigliera Dem, da sempre favorevole all'autonomia del Veneto, rimprovera al governatore di aver trasformato la riforma in «una guerra senza quartiere tra Nord e Sud»

«La madre di tutte le battaglie si sta trasformando in una guerra senza quartiere tra Nord e Sud. E questo anche per la responsabilità di chi in questo anno e mezzo ha alimentato soltanto propaganda. Con la fuffa dei nove decimi e del residuo fiscale, con la politica bulimica dell'asso "piglia tutto" Zaia ora sta raccogliendo quanto ha seminato. Con il rischio che per incomprensioni il progetto di autonomia incontri scogli insormontabili in Parlamento, dove, va ricordato, serve il voto a maggioranza qualificata». Interviene così la vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale Oretta Salemi sugli ultimi sviluppi in materia di autonomia.

«Da subito ci siamo battuti perché si portasse il percorso per l'autonomia dentro i binari del realismo e della Costituzione. - ha quindi aggiunto la consilgiera veronese del Pd - Noi eravamo e siamo per il regionalismo differenziato con costi standard  e con la Commissione paritetica, che è quello che oggi la bozza dell'intesa per il Consiglio dei Ministri prevede. Sempre che il testo che sta girando sia quello vero, vista l'aura di incomprensibile mistero che lo avvolge - ha quindi aggiunto Salemi -. Ora Zaia faccia quello che ha dichiarato e vada in giro per il centro-sud a raccontare la sua idea di autonomia. E si faccia accompagnare da Salvini, suo rappresentante in un governo che su questo tema sembra tentennare. Anche la sua idea di un testo chiuso su cui mettere la fiducia senza il passaggio della discussione parlamentare sembra essere un boomerang visto che diversi esponenti del Governo, compreso il ministro Stefani, hanno dichiarato essere d'obbligo il ruolo del Parlamento. Per questo occorre rassicurare il centro sud su un federalismo solidale che mette in moto un virtuoso percorso di leale concorrenza tra le Regioni, stimolante per la realizzazione della spesa pubblica e uno Stato più efficiente».

«Il problema - ha poi concluso Salemi - non è il Pd come ora si vuol far passare: noi ci siamo, da sempre. Il problema è tutto di una Lega nazionale che deve fare i conti anche con il  suo partito al Sud, cosi come del Governo gialloverde a cui ora passa la palla della responsabilità ad agire in fretta e bene».

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